lunedì, 27 novembre 2006

“I bloggers uniti in difesa della laicità dello Stato e delle minoranze”

Lettera/Petizione a favore della programmazione
in prima serata del film “I segreti di Brokeback Mountain”.

 Ai direttori dei giornali e, per conoscenza, ai parlamentari italiani e a chi detiene i diritti televisivi

Caro Direttore,
Il successo del film per la TV “Il Padre delle Spose” su Raiuno - con Lino Banfi nel ruolo del padre di una ragazza omosessuale che sposa la sua compagna - ha riportato prepotentemente alla ribalta i temi della laicità dello stato e dei diritti di tutti i cittadini, quale che sia il loro orientamento sessuale.

I commenti ed i dibattiti che si sono sviluppati sui media e nel Paese prima e dopo la messa in onda del film, hanno dimostrato che anche l’Italia è oggi matura abbastanza per vedere finalmente affrontate tematiche che nella stragrande maggioranza dei paesi europei sono state approfondite e risolte anche con l’adozione di adeguati strumenti legislativi.

Per questo, e anche per venire incontro alle critiche mosse dall'Osservatore Romano – che, oltre all’opportunità di trasmettere il telefilm di Lino Banfi, ne ha anche criticato la qualità artistica (“una polpetta di terzo livello”) - vorremmo che quanto prima e in prima serata, fosse mandato in onda un film il cui livello assoluto è testimoniato dal successo ottenuto e dalla messe di premi vinta in tutto il mondo (tra gli altri 3 premi Oscar, 4 Golden Globes e il Leone d’Oro al festival di Venezia): I segreti di Brokeback Mountain.

Siamo convinti che la messa in onda del film di Ang Lee, seguito da un dibattito in studio, non possa che fare crescere il livello culturale del nostro Paese, e soprattutto incoraggiare i legislatori a discutere ed approvare con sollecitudine una legge che riconosca finalmente pienezza di diritti ai nostri concittadini omosessuali e più in generale a diffondere la cultura del rispetto e dell’inclusione secondo il dettato dell’articolo 3 della Costituzione:
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Per aderire: http://probrokebackmountain.ilcannocchiale.it

p.s. Per motivi pratici non lasciate commenti di adesione in questo blog, ma in quello che vi ho segnalato

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categoria:cinema, pacs, unioni di fatto, battaglie per la civiltĂ 
domenica, 26 novembre 2006

Il segretario del partito Hollande: "E' una bella giornata per la sinistra. Lavoriamo perché il 6 maggio lo sia per la Francia"

Ségolène Royal, 53 anni, è la candidata del partito socialista alle elezioni presidenziali francesi. L’investitura ufficiale è avvenuta questa domenica mattina nel corso di un congresso speciale del partito che ha ratificato le primarie del 16 novembre.

Ségolène, AUGURI!

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categoria:presidenziali francesi
sabato, 25 novembre 2006

Violenze sessuali su 10 milioni di donne

Ecco i dati dell'Istat sulla violenza sessuale sulle donne in Italia

3.500.000 sono le donne che hanno subito molesti sessuali

4.000.000 sono le donne che subiscono atti di esibizionismo e pedinamenti

4.500.000 sono le donne vittime di telefonate oscene

500. 000 sono gli stupri, fatti in maggioranza da amici, conoscenti, ex fidanzati, fidanzati. Nel 20,2% gli autori sono i mariti e gli ex mariti

900.000 le donne vittime di ricatti sessuali sul lavoro per l'assunzione o i passaggi di carriera

A questi dati, andrebbero aggiunti quelli delle donne che decidono di non denunciare. La stima è difficile, ma pare che si tratti di un terzo dei casi.

Questa volta non commento perché mi sembra che questi numeri parlino da soli

 

 In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Comune di Roma ha iniziato la distribuzione di un prontuario per gli operatori che lavorano a contatto con il pubblico

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categoria:diritti umani, violenza
venerdì, 24 novembre 2006

Qualche giorno fa, i miei colleghi di lavoro ed io abbiamo saputo per vie moooolto tortuose che il 31 dicembre non verranno rinnovati i nostri contratti. Dopo qualche giorno di grande avvilimento, ho fatto l'elenco delle cose che so fare ed ho preso la decisione di costituire un'impresa individuale. 

Non sarò più una lavoratrice precaria, ma una piccola imprenditrice. Speriamo che me la cavo!

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categoria:aradia, imprenditoria femminile
mercoledì, 22 novembre 2006

Oggi pomeriggio sono stata alla presentazione del film-inchiesta "Uccidete la democrazia", realizzato da Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, con la regia di Ruben H. Oliva.
Questo film dimostra come la destra di Berlusconi avrebbe taroccato l'esito delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006, riducendo il numero delle schede bianche al 2% e orientando i voti non espressi a favore di Forza Italia e a danno dei DS.
Il film è fatto molto bene e le interviste sono molto interessanti, specie quelle americane. 

Non ho elementi per dire se quanto ho visto sia vero. Tuttavia, le immagini danno una risposta alle molte domande che ci siamo posti durante la notte dello scrutinio (è indubbio che qualcosa di strano è successo!), ma soprattutto dimostrano quanto sia vulnerabile il nostro sistema di trasmissione dei dati elettorali.  

Il film sarà in edicola da venerdì 24 novembre.

Se vedete questo film, fatemi sapere che cosa ne pensate

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categoria:elezioni 2006
martedì, 21 novembre 2006

Ieri sera ho visto il film "Il padre delle spose". Mi è piaciuto molto. La storia è ben scritta, l'interpretazione degli attori è convincente, le musiche di Edoardo Bennato sono bellissime, i luoghi dove è girato il film offrono scorci pugliesi incantevoli. Il tema dell'amore tra due donne è trattato con delicatezza e mette in risalto soprattutto il loro legame affettivo e tutte le problematiche che si generano nell'ambiente in cui la coppia vive.

Ho riso nei momenti comici, mi sono commossa nei momenti drammatici, soprattutto quando l'ospedale, dove è ricoverata Aurora, non consente a Rosario di assistere la sua donna perché non è "un parente stretto".

Mi chiedo: che differenza c'è tra l'amore di Aurora e la sua Rosario e quello tra Lucia e Lillino. Secondo me, nessuna! E' amore e basta! E l'amore è sempre bello.

Il film mette in evidenza anche qualcosa che è molto più "scandaloso" dell'amore tra Aurora e Rosario: la forza delle donne, cioè il sistema di complicità femminili che si crea nel paese che porterà, addirittura, alla sconfitta del boss locale e ad un profondo cambiamento economico e sociale della piccola cittadina.

Oltre alla coppia lesbo, la mia simpatia va a zia Lucia, a Rosetta e alla moglie del sindaco.

BANFI CONQUISTA IL PUBBLICO FAMILY DI RAIUNO (26,7%)
(Ansa) - Sono stati oltre sette milioni (7.026.000) gli spettatori che hanno seguito ieri sera 'Il padre delle spose', con uno share del 26,7%.
L"'operazione ardita", come lo stesso Banfi l'aveva definita, di portare in prima serata su Raiuno un film tv che racconta di un'amore lesbico, regolarizzato nella Spagna di Zapatero, ma difficile da accettare nel paesino pugliese terra d'origine di una delle due spose, aveva suscitato polemiche che, ancora ieri, avevano visto contrari alla messa in onda anche nella maggioranza di governo.
La fiction interpretata da Lino Banfi ha ottenuto punte d'ascolto di otto milioni e picchi di share del 34%, e ha superato ampiamente il film di Canale 5, Merry Christmas (18,12% di share con 4 milioni 401mila telespettatori).

La fiction di Banfi ha avuto, come ovvio, particolare successo al Sud (42,02% con punte del 48% in Puglia) e tra le donne (il 30,56% nella fascia 45-54 anni, il 40,11% in quella 55-64) ma l'hanno seguita anche il 22,37% degli uomini.
Sotto la media d'ascolto lo share in Lombardia (18,63%), Nord Ovest (20,62%) e Nord Est (22,84%: ma in Trentino e' stato il 35,7% a seguirla) ma dal Centro Nord (27% generale con l'Umbria al 38%) in giu' i risultati sono sopra la media. Buona in particolare la presenza delle 'giovani famiglie' (soprattutto considerando il tenore delle polemiche che l'avevano preceduta) col 27,14%, risultato superiore alla media dell'ascolto della fiction. Al 33,29% invece le famiglie anziane.

Intervista a Banfi, dopo il successo della fiction "Il padre delle spose"

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categoria:diritti umani, censura, omosessualitĂ , pacs, battaglie per la civiltĂ 
sabato, 18 novembre 2006

Bigotti in azione

Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv  "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi che, recatosi in Spagna per far visita alla figlia che lavora in quel Paese, la troverà, con sua sorpresa, sposata con un'altra donna.
La programmazione nella prima serata ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e-mail alla RAI.
Pennarossa Tribù, prodi guerrieri, stanno movimentando la rete per chiedere a tutti gli amici bloggers di inviare alla RAI il seguente messaggio

"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.
Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.
Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.
Cordiali saluti".

Il messaggio va inviato alla RAI attraverso questo modulo

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categoria:censura, omosessualitĂ , battaglie per la civiltĂ 
mercoledì, 15 novembre 2006

L'enorme ippocastato, descritto da Anna Frank nel diario che tenne nel suo nascondiglio ad Amsterdam durante l'occupazione nazista, sarà abbattutto perchè irrimediabilmente malato. L'albero, vecchio di oltre 150 anni, è malato da molto tempo. E' cresciuto nel giardino di una casa sul canale Keizersgracht, su cui si affaccia l'alloggio segreto, oggi trasformato in museo in cui si nascose la famiglia Frank. Il castagno, tuttavia, potrà continuare a vivere on-line. Il sito della Fondazione (www.annefranktree.com) consente infatti ai visitatori di posare una foglia con il proprio nome, la propria età e la propria città di residenza su un castagno virtuale. Realizzato nel febbraio scorso, il sito è stato pensato soprattutto come un modo di tenere in vita gli ideali di Anna Frank e di far dialogare tra loro gli allievi delle scuole di tutto il mondo intitolate al suo nome, ormai oltre 200.

 Anch'io ho posato una foglia con il mio nome.

Aradia, Il pane e le rose

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categoria:diritti umani, donne che ci credono, albero di anna frank
martedì, 14 novembre 2006

Rilanciamo il lavoro standard

Percorsi consensuali di stabilizzazione dei rapporti di collaborazione, incremento delle aliquote contributive per i collaboratori, taglio al cuneo fiscale per i dipendenti a tempo indeterminato.

Come cambiano le prospettive del mondo del lavoro. Intervista a Lea Battistoni, direttore generale del ministero del Lavoro

di Federico Pace

Ci sono molti lavoratori parasubordinati che svolgono il lavoro in condizioni quasi in tutto simili a quella dei dipendenti. Quelli che l’Isfol chiama autonomi con caratteri di subordinazione forti o intermedi. Cosa pensate di fare per ridurre questi impieghi impropri?
La riduzione del lavoro parasubordinato è una delle priorità di questo ministero. Inizialmente ci si è mossi attraverso un'iniziativa rivolta in particolare alla stabilizzazione dei lavoratori dei call center. C’è stata la direttiva e poi una serie di attività, dall’informazione alle aziende, all’attività anche di informazione degli ispettori, alla realizzazione di una banca dati che abbiamo sulle aziende dei call center e sui contratti. Tutto questo ha portato a un accordo comune. Tra l’altro in finanziaria ci sono delle iniziative sui percorsi consensuali (ndr. art. 178 Finanziaria) a favore della stabilizzazione. In generale come politica del ministero ci si è adoperati per rilanciare il lavoro a tempo indeterminato e i rapporti di lavoro standard. Conservando una flessibilità del mercato del lavoro ma solo per quei lavori che richiedono l’utilizzo temporaneo di lavoratori, per attività e bisogni aziendali ben definiti. L’idea è di avere una flessibilità buona che non comporti un inserimento in percorsi di precarietà e di emarginazione che siano tali per lunghissimi periodi. Evitare la trappola della precarietà.

Cosa c’è in Finanziaria per evitare questa trappola?
E’ stata prevista una norma che incrementa le tutele sociali dei parasubordinati, ovvero l’incremento dell’aliquota contributiva e un’attenzione al trattamento pensionistico e al trattamento per maternità e congedi parentali.

I giovani precari rischiano di ritrovarsi con una pensione vicina alla soglia di povertà. Cosa fare per loro?
Abbiamo alzato le aliquote contributive ma ome prospettiva c’è la volontà di una omogeneizzazione e parificazione delle diverse aliquote contrattuali. 

In questi ultimi anni c’è stata una crescita marcata dei contratti a termine. Oggi sono due milioni. Quale crede che sia la soluzione perseguibile per ridurre gli usi distorti dei contratti a termine?

Il ministero ha predisposto le linee guida (vedi qua) sui contratti a termine e chiede alle parti di trovare un accordo. La prospettiva è di un mercato del lavoro che sia sicuramente flessibile laddove questa flessibilità non significhi emarginazione e che dia garanzie a tutti del lavoro a tempo indeterminato come lavoro standard. Quanto ai tempi, partirà a gennaio un tavolo sulle tematiche del lavoro e un tavolo per la previdenza, cose molto legate tra di loro. Da gennaio in poi si comincerà a parlare più a fondo di queste cose.

Quali sono le soluzioni che ritenete perseguibili per rendere meno difficili i passaggi a “vuoto” sul mercato del lavoro che sempre più spesso i giovani e i meno giovani sono costretti a sperimentare tra esperienze di lavoro e “non lavoro”?
Il tema verrà messo in agenda a partire da gennaio. La flessibilità non ha portato necessariamente alla buona occupazione. C’è bisogno di combinare flessibilità con sistemi di sostegno alle transizioni e alla disoccupazione, con servizi per l’impiego. Si deve quanto più possibile pensare ad ammortizzatori sociali che sostengano le transizioni. Noi recentemente abbiamo fatto un convegno insieme ai nostri omologhi francesi, tedeschi e spagnoli in cui abbiamo analizzato i processi di flexicurity in tutti i paesi europei. In alcuni di questi, le persone che perdono il lavoro hanno delle strutture, degli strumenti che consentono alle persone di avere una sorta di sostegno finanziario per rientrare nel mercato del lavoro e poi dei servizi pubblici dell’impiego che sostengono questo reingresso e sviluppo delle competenze. Uno strumento di questo tipo può essere interessante per fare sì che la fase di passaggio non sia una fase di assenza dal lavoro o di perdita delle competenze e poi di assenza di reddito. E’ probabile che anche noi cominceremo a ragionare su questi esempi.

Fonte: repubblica.it

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categoria:mercato del lavoro
lunedì, 13 novembre 2006

Secondo il Rapporto Annuale 2006 dell'Istat, recentemente pubblicato, sia l’occupazione maschile sia quella femminile risultano in crescita.
Ma mentre l'occupazione maschile registra, nel 2005, un progresso dello 0,9% (+116 mila lavoratori), leggermente superiore a quello dell’anno precedente, quella femminile invece manifesta un incremento tendenziale dello 0,5% (+42 mila lavoratrici), dimezzato rispetto al 2004. Di conseguenza, per la prima volta dalla metà degli anni Novanta, l'occupazione femminile contribuisce, in misura inferiore a quella maschile, all’espansione della base occupazionale.
L’incidenza delle donne sul totale degli occupati scende nel 2005 al 39,1%, tornando ai livelli del 2003. Si tratta di un valore ampiamente al di sotto a quello dell’area Ue a 25 paesi (44,2% nel 2005).

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categoria:mercato del lavoro
domenica, 12 novembre 2006

 

Questo post è personale perché è dedicato a Valter Gallo, tifoso del Milan

Totti trascina la Roma a San Siro

Milan, un altro KO

Francesco Totti segna una doppietta che lo conferma giocatore fondamentale per il calcio italiano e, da solo, fa impazzire due difensori come Nesta e Maldini che lo rincorrono per tutto il campo senza prenderlo mai

 

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categoria:sport, aradia
domenica, 12 novembre 2006

Venerdì sera, ho scoperto (per caso) "Il Gran Premio dei Blog 2006", organizzato da Mario Adinolfi nel suo blog. Con mia grande sorpresa, ho scoperto che in gara c'era anche il mio blog. Che dire? Sono molto commossa!
Ringrazio tutti coloro che hanno proposto per la gara  "Il pane e le rose" e tutti coloro che l'hanno votato.

p.s.
Inizialmente, non avevo capito che si trattava del mio blog. Ho pensato ad un'omonimia. Poi, ho cliccato sul nome per prendere contatto con l'autore per un gemellaggio e con mia grande sorpresa sono finita nel mio blog.
Amici bloggers, mi sono gemellata con me stessa!!!

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categoria:aradia
sabato, 11 novembre 2006

"L'otto per mille originariamente doveva essere devoluto tutto agli aiuti al terzo mondo, alla cultura e a cose di questo genere. Poi una parte venne utilizzata per le missioni all'estero. E una parte anche per l'Iraq". Giuseppe Vegas, vice-ministro dell'Economia nell´ultimo governo Berlusconi, conferma candidamente quanto già denunciato il 2 luglio 2005 da l'Unità e adesso riproposto anche da Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai (Fondo per l´ambiente italiano): l'otto per mille che i cittadini italiani hanno voluto assegnare al restauro dei beni culturali, alla lotta alla fame, all'assistenza ai rifugiati, e alle calamità naturali, è andato invece a finanziare la missione militare in Iraq.

Mentre andavo alle manifestazioni contro la guerra in Iraq e fotografavo la bandiera della pace sul Campidoglio, i miei soldi finanziavano la guerra. Possibile che non si può far niente????  So' 'ncazzata nera

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categoria:aradia
sabato, 11 novembre 2006

Per combattere l'anoressia Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili, lancia un appello al mondo della moda: "Creiamo un'alleanza, lavoriamo insieme, per affrontare un fenomeno dilagante e che in Italia coinvolge due milioni di ragazze". Dopo l'intervento del governo spagnolo che ha vietato modelle anoressiche in passerella e messo al bando le taglie troppo piccole, come la 36 e la 38, anche l'Italia scende in campo e prende posizione su un dramma difficile da arginare. "Non voglio vietare nulla, le imposizioni non servono - precisa il ministro Melandri - e, non a caso, non ho nessuna intenzione di riprodurre in Italia l'iniziativa della Spagna che trovo eccessivamente statalista. La strada giusta è quella di chiedere la collaborazione degli stilisti e lavorare insieme a una iniziativa comune".

Nella lotta all'anoressia la moda ha un ruolo importante. Le ragazzine sono attentissime ai modelli femminili che vengono proposti nelle passerelle e più le modelle sono magre, più si esalta lo spirito di emulazione. "Attenzione, io non intendo demonizzare il mondo della moda - precisa il ministro - l'anoressia è una malattia con radici psico-somatiche, legate al rapporto con il proprio corpo, il cibo. Il problema è complesso. Ma le sfilate con modelle scheletriche non fanno che esaltare la magrezza e questo non va bene". L'obiettivo è quello di fare in modo che la passerella sia lo specchio delle taglie vere delle donne, senza più esagerazioni o corpi troppo ossuti.

Sono contenta che questo appello del ministro Melandri abbia trovato apprezzamento politico bipartisan e la disponibilità di molti grandi stilisti.

L'anoressia è una malattia con cause molto profonde (è anche detta "malattia dell'affetto"), però non dobbiamo far finta di non sapere che la pubblicità e la moda veicolano modelli femminili che esaltano la bellezza legata alla magrezza. E non ignoriamo anche il fatto che molte modelle diventano anoressiche per mantenere la taglia e, quindi, per continuare a lavorare.

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categoria:moda, modelli femminili
venerdì, 10 novembre 2006

Come rivela il quotidiano Il Mattino, Matteo Garrone è al lavoro sulla sceneggiatura di un film prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci. Si tratta di Gomorra, tratto dal libro-denuncia di Roberto Saviano che analizza le connessioni economiche, militari e finanziarie della criminalità campana. Le riprese del film - che potrebbe essere diretto dallo stesso Garrone - dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2007. Intanto l'autore del libro che sta avendo un notevole successo di vendite, è stato messo sotto scorta  per le minacce e l'intimidazioni ricevute da parte della camorra.

Fonte: Cinecittà News - comunicato stampa 

 post precedenti

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categoria:cinema, informazione, libertĂ  di espressione
venerdì, 10 novembre 2006

Ieri sera, ho partecipato ad una riunione con altri 4 bloggers. Due di loro hanno descritto come dovrebbe esser una comunità di bloggers. Hanno usato parole molto belle e di grande spessore umano. Mi ha, soprattutto, colpito la frase: "una comunità di bloggers deve essere accogliente e, soprattutto, gratificare chi vi partecipa."
Sono completamente d'accordo. Però, uscita da questa piccola riunione, mi sono chiesta perché queste persone che hanno detto parole così belle, mi hanno invece  mortificata e messa alla gogna nel breve tempo che ho fatto parte della loro comunità.
Si tratta di incoerenza tra pensiero e azione oppure è stato un trattamento speciale riservato alla sottoscritta?
Chissà! Però, in entrambi i casi, che delusione!

Scusatemi se, oggi, ho il malumore. Ma è difficile rimanere impermeabili a certi comportamenti, soprattutto quando vengono da persone che si considerano AMICI

p.s.
Che fatica essere una donna! Soprattutto, quando ti trattano da "bella gnocca senza testa"

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categoria:aradia
mercoledì, 08 novembre 2006

Gli italiani i più pessimisti d'Europa

Secondo l'indagine “European Employment and Social Policy” (Eurobarometro, novembre 2006), solo un italiano su tre pensa di riuscire a mantenere il posto nei prossimi due anni. Molto più alta la fiducia in Olanda, Danimarca e Regno Unito. E' in Italia la probabilità percepita come più bassa di ritrovare un impiego.

Che ne pensate di questo pessimismo? E' giustificato?

La certezza del posto di lavoro

Probabilità di ritrovare un impiego

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categoria:mercato del lavoro
lunedì, 06 novembre 2006

Giovedì 2 novembre, prima serata di RaiDue, Annozero con Michele Santoro. La giornalista Rula Jebreal sta intervistando il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Ad un certo punto, una voce maschile dice: "E' una gnocca senza testa...".
A pronunciare la frase è stato senz'altro uno degli ospiti che, al momento dell'intervista a Di Pietro, erano microfonati. Ma tutti si professano innocenti.

Il ministro per i Diritti e le pari opportunità, Barbara Pollastrini, ha rilevato il "cattivo gusto" dell'episodio, ha confermato la propria stima nei confronti di Rula Jebreal e stigmatizza "un vizio antico, duro a morire: quando si tratta di commentare il lavoro di una donna, non si riescono mai a vedere le sole qualità professionali".

Anch'io confermo la mia stima per Rula Jebreal e concordo con quanto ha detto Barbara Pollastrini. Però vorrei aggiungere una riflessione. Quanti uomini vediamo in TV nella veste di giornalisti, esperti e politici che, pur non avendo il cervello, non sono neanche gnocchi? Eppure, nessuno lo sottolinea!

Cari signori uomini, come dice Ave Ninchi nel film Totò e le donne (1952),  "a noi piacciono i Gregori Pecchi! (ndr: Gregory Peck)". Perciò, siete pregati di......... provvedere!

sabato, 04 novembre 2006

Anche sottosegretari al corteo, imbarazzo nell'Unione
Amareggiato il ministro del lavoro Damiano

"La manifestazione è a favore del governo e non contro il governo". Così Massimo D'Alema in un'intervista al Messaggero di oggi. "E' una manifestazione contro il precariato. E io la condivido", aggiunge il vice premier. "Il precariato - dice ancora D'Alema - danneggia il futuro delle giovani generazioni. E questa non è una manifestazione avversa al ministro Damiano, che sta lavorando benissimo, ma contro il lavoro precario. Qual é il problema?". D'Alema non accetta quindi le polemiche di questi giorni per l'annunciata partecipazione di alcuni esponenti di governo al corteo che ha fatto parlare di divisione della maggioranza. "I giornali - afferma il ministro degli Esteri - non fanno che mettere zizzania. Anche quando è impossibile".

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categoria:diritti umani, il pane e le rose, mercato del lavoro
sabato, 04 novembre 2006

Arriveremo a Roma da ogni parte d'Italia. Dal Nordest e dal Sud. Da Conegliano Veneto, da Padova, dalle città lombarde, piemontesi e liguri. Da Bari, Caserta e Napoli. L'occasione è la manifestazione nazionale Stop Precarietà Ora, organizzata da associazioni, movimenti e porzioni di sindacato per chiedere l'abrogazione delle tre leggi simbolo della precarietà: la legge 30, la Bossi-Fini e la Riforma Moratti.

Al corteo che partirà alle 14 circa da Piazza della Repubblica, ci saremo tutti: i ragazzi e le ragazze che lavorano nei grandi centri commerciali, gli operatori dei call center, i ricercatori universitari, i lavoratori della "conoscenza" impiegati nelle aziende dei servizi avanzati, i programmatori informatici e i collaboratori free-lance dei giornali, così come i quarantenni impelagati nei contratti senza rinnovo certo: insomma tutti quelli che, e non siamo pochi, hanno un contratto di lavoro con una data di scadenza scritta sopra. Giovani e meno giovani che provano un crescente disagio per il troppo tempo passato a contatto quotidiano con la precarietà, con quella provvisorietà che pare sempre più accompagnata dall'attesa di un peggioramento e dalla speranza che, quando saremo anziani, ci sia ancora la Caritas per un piatto di minestra caldo.

Dopo un secolo, è ancora valido lo slogan “Vogliamo il pane, ma vogliamo anche le rose!”.
Vogliamo pane, cioè lavoro e stipendio, ma anche  rose, cioè dignità e rispetto. Perchè la dignità non si compra con il denaro ma si conquista anche rivendicando condizioni di lavoro migliori, esigendo rispetto e correttezza, assicurandosi la possibilità di un futuro.

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categoria:diritti umani, il pane e le rose, mercato del lavoro