sabato, 31 marzo 2007

Intervista di Michela Greco (Cinecittà News) al regista Giuseppe Ferrara che ha realizzato un film su Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle BR.

"La difficoltà più grande nel realizzare Guido che sfidò le Brigate Rosse è stata trovare i soldi per produrlo. Anche se Rai Cinema si sta vantando di aver sostenuto il film, in verità ha fatto ben poco, se non comprare i diritti di antenna di recente, all'ultimo momento". E' amareggiato il regista Giuseppe Ferrara, che ha completato la realizzazione del suo film sul sindacalista ucciso dalle BR (prodotto da Carmine De Benedictis per Pianeta Spettacolo e dalla Ilva Rivagroup) già nel luglio scorso e oggi ha difficoltà a trovare una distribuzione. "Ora la Cgil, che ha patrocinato il film, sta facendo pressioni su Giancarlo Leone AD di Rai Cinema e su Luciano Sovena AD dell'Istituto Luce per far sì che il film venga distribuito adeguatamente - spiegato il regista - Sono sommerso da richieste di proiezioni in tutta Italia da parte della base sindacale; proiezioni e incontri che farò comunque, qualsiasi cosa accada con la distribuzione". Intanto la pellicola, interpretata da Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Anna Galiena ed Elvira Giannini, viene presentata in anteprima al Busto Arsizio Film Festival alla presenza del regista.

Come è strutturato il film? E' tutto focalizzato sulla vicenda di Guido Rossa?
Il film è costruito sull'alternanza continua tra la vita del brigatista Riccardo Dura, interpretato da Gianmarco Tognazzi, e quella del sindacalista Guido Rossa, cioè Massimo Ghini. Racconto le vicende parallele di un eversore e di un uomo pronto a difendere la legalità anche a costo della vita, e i due atteggiamenti politici, i due progetti vengono messi a confronto per tutto il film finché non si incontrano solo una volta, quando il brigatista spara al sindacalista.

Si tratta di una ricostruzione fedele?
Come ho sempre fatto nei miei film, mi sono documentato molto e tutto quello che racconto è vero, tranne poche concessioni "romanzesche". E' stato decisivo il contributo dell'Italsider, che mi ha concesso di girare nei luoghi in cui sono accadute davvero le vicende. Abbiamo addirittura ricostruito con esattezza le stanze in cui avvenivano le riunioni sindacali, usando lo stesso tavolino su cui scriveva Guido Rossa.

Per documentarsi ha parlato anche con la figlia di Guido Rossa?
Non ho solo parlato con Sabina Rossa, ma l'ho addirittura "spremuta". E lei si è sentita talmente coinvolta dal progetto da volersi documentare di più sulla storia di suo padre, fino a decidere di scrivere un libro insieme a Giovanni Fasanella dal titolo "Guido Rossa, mio padre". Mi sarebbe piaciuto, a posteriori, attingere anche dal libro, ma è stato scritto dopo la realizzazione del film.

Ha incontrato anche dei brigatisti?
Soprattutto per il ruolo coperto da Elvira Giannini, cioè la brigatista Nora. Il suo personaggio è fortemente ispirato a Fulvia Miglietta, che ho incontrato e con cui ho parlato. E' una figura interessante perché è una donna molto religiosa, che accompagnava i fedeli a Lourdes e che metteva insieme religione e lotta armata. Proprio perché era molto credente non volle mai sparare, ma si macchiò comunque di molti delitti.

Cosa l'ha spinta a raccontare la storia di Guido Rossa?
Soprattutto il fatto che quest'uomo avesse scoperto che gli operai possono essere lo Stato. Era proprio questo che le Brigate Rosse non sopportavano, ed è il motivo per cui lo hanno ucciso. Fu eliminato perché era considerato ideologicamente pericoloso, non tanto perché avesse fatto la spia.

sabato, 31 marzo 2007

"La proprietaria mi ha urlato che non permette queste cose".

Il fatto è, di per sé, assurdo. Quello che dispiace è che l'atto incivile sia stato commesso da un donna. Quanta invidia sotto il cielo di Roma!!

ROMA — «Ho fatto appena in tempo a dirle che una cosa così assurda non mi era mai capitata, che nessuno prima mi aveva mai trattata in quel modo. Poi ho pagato il conto e sono andata via, indignata »: così Silvia Pepoli, giovane mamma di 32 anni, racconta la sua disavventura in un bar-sala da tè di Roma, nei pressi del mercato Trionfale, dov’era andata a fare la spesa con sua madre e il figlioletto di cinque mesi (segue)

Fonte: repubblica.it

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categoria:sentimenti, infanzia, maternitĂ , modelli femminili
venerdì, 23 marzo 2007

I dati Federculture mostrano un forte incremento dei visitatori
delle mostre: più 42,2%. Ma la spesa pubblica resta bassa

Più spettatori davanti a un palcoscenico che allo stadio: 13,5 milioni contro 12,7

Sembra uno scherzo, e invece è assoluta verità: gli italiani preferiscono il teatro allo sport. Almeno questo dimostrano i dati relativi all'anno scorso: per la prima volta dopo anni, infatti, il pubblico amante del palcoscenico ha superato quello degli stadi e dei palazzetti. E anche con un notevole scarto: 13,5 milioni contro 12,7.

Le cifre 2006 sono state elaborate da Federculture, e sono state presentate nel corso della quarta Conferenza nazionale degli assessori alla Cultura e al Turismo, che si è tenuta a Bari la scorsa settimana, e che è stata promossa anche da Anci, Conferenza delle Regioni, Upi, Legautonomia, Uncem e Formez. Un'occasione, da parte degli addetti ai lavori, per fare il punto sull'Italia e sulla sua fame di cultura.

I fondi. Il nostro Paese destina alla cultura 1,8 miliardi di euro l'anno, contro gli oltre 5 miliardi di Gran Bretagna e Spagna. Dal 2002 al 2007, i finanziamenti statali sono scesi dallo 0,35% allo 0,29% del Pil. A compensare almeno in parte questa poca generosità ci sono gli enti locali, che destinano al settore il 3,4% del loro bilancio. Tra i grandi comuni, il più generoso è quello di Torino: 5,09%, seppure in flessione rispetto al 6,80 del 2005.

Gli eventi più amati. A sorpresa, come già detto, il teatro supera lo sport. Ma ci sono altri dati interessanti, sempre sul fronte culturale: ad esempio, nel 2006, le principali mostre organizzate nel nostro Paese hanno registrato ben 7 milioni di visitatori, con un più 42,2% rispetto al 2005. Quanto agli altri appuntamenti, oltre a quelli ormai consolidati (il Festival della filosofia di Modena, il Festivaletteratura di Mantova, il Ravello Festival, eccetera) i dati forniti al Convegno di Bari sottolineano il boom di alcune iniziative recentissime, come la Festa del cinema di Roma (150 mila spettatori) o il Festival dell'Economia di Trento (50 mila presenze).

La hit parade delle mostre. Stravince l'esposizione dedicata a Gauguin e Van Gogh al museo di Santa Giulia di Brescia: oltre 541 mila visitatori. Seguono Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale di Roma (318 mila), Caravaggio e l'Europa al Palazzo Reale di Milano (313 mila). Poi, dal quarto al decimo posto: Modigliani al Vittoriano di Roma Mantegna a Mantova, Millet ancora al Santa Giulia di Brescia, Cina - Nascita di un impero alle Scuderie del Quirinale, Argenti a Pompei al Museo archeologico nazionale di Napoli, Raffaello alla Galleria Borghese di Roma, Manet al Vittoriano.

I musei e i siti archeologici. Qui, le cifre sono, come quasi ogni anno, da record. Lo scettro spetta ai Fori Imperiali di Roma: oltre 2 milioni 784 mila spettatori, più 1,85% rispetto al 2005. Seguono gli scavi di Pompei (1 milione 810 mila) e il Palazzo Ducale di Venezia (un milione 499 mila).

Il punto sul turismo. Tra marzo e novembre 2006 hanno visitato il nostro Paese 32,2 milioni di stranieri. L'incremento medio, registrato nelle dieci province italiane a maggiore vocazione di turismo culturale, è stato del 18%: Roma, Venezia, Milano e Firenze sono le quattro città che hanno avuto le migliori performance. Trend negativo, anche se contenuto (meno 1%), per le province con offerta turistica di tipo prevalentemente paesaggistico (mare e montagna).

Fonte: repubblica.it

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categoria:politiche culturali
martedì, 20 marzo 2007

Finalmente libero!!

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sabato, 17 marzo 2007

Anche Il pane e le rose  raccoglie l'appello di Repubblica per la liberazione di Daniele. Se clicchi sulla foto qui sotto, puoi andare alla pagina per sottoscrivere l'appello.

 

martedì, 13 marzo 2007
Anche quest'anno, In Iran, il regime di Ahmadinejad e degli Ayatollah ha impedito alle donne di celebrare l'8 marzo con una manifestazione davanti alla piazza del parlamento. La polizia è intervenuta e ha cacciato le manifestanti con i soliti metodi brutali.
Le stesse donne erano scese in piazza, una settimana prima, per protestare contro l'arresto di cinque attiviste per i diritti delle donne. Erano in carcere perché avevano "attentato alla moralità islamica" chiedendo pari diritti. Infatti, le donne iraniane vogliono che le leggi più discriminatorie vengano abolite, che sia concesso loro il diritto al divorzio e quello alla custodia dei figli, che sia uguale l'età in cui si è punibili per legge (oggi è di 9 anni per le donne e di 15 per i uomini), che sia abolita la poligamia.
La loro campagna sta registrando un grande successo: non è lontano il traguardo del milione di firme. Il regime è nervoso e reagisce con il carcere e la brutalità della polizia. Ma è impossibile fermare le centinaia di donne che da mesi sono in giro, casa per casa, parlano con le altre donne, si recano nelle moschee, nei mercati, nei taxi, nelle scuole. E' un'onda grande quella che si sta alzando a Teheran. Un'onda che nasce da un dolore profondo e una rabbia immensa per una condizione ormai inaccettabile. Sarvi Chitsaz, attivista dell'Iranian Women Against Fundamentalism, ha riassunto questa condizione in cifre. Nell'ultimo anno almeno quattro donne sono state impiccate in pubblico e otto sono nel braccio della morte. Le donne costituiscono il 70% dei 12 milioni di persone che vivono in povertà assoluta. Il tasso di suicidi tra 15 e 19 anni è più alto fra le ragazze. Solo a Teheran, 4mila ragazze trascorrono la notte per strada. Si stima che ci siano almeno 300mila ragazze scappate di casa. Ogni mese circa 45 donne, di età compresa fra i 16 e i 25 anni vengono portate a Karachi, in PaKistan, per essere vendute come schiave.
Che aspetta la comunità internazionale a fare qualcosa per queste donne?
sabato, 10 marzo 2007

Sabato 10 marzo in Piazza Farnese a Roma, manifestazione nazionale per dare la sveglia alla classe politica italiana

APPELLO PER ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DIRITTI ORA!

Alle DONNE e agli UOMINI di questo paese così bello e così poco libero.
A chi crede che tutti gli esseri umani nascono uguali in DIGNITÀ.
A chi ha a cuore la COSTITUZIONE italiana che riconosce DIRITTI e non li vieta a nessuno.
A tutte e tutti diamo appuntamento per una grande e festosa manifestazione per la LAICITA’ e le LIBERTÀ.
A Roma il 10 Marzo 2007 alle ore 15,00 Piazza Farnese
Per una legge sulle UNIONI CIVILI che riconosca il valore sociale dell'AMORE, eterosessuale ed omosessuale.
Per una stagione di riforme fondate sulla libertà e la RESPONSABILITÀ di donne e uomini.
Un futuro di PACE passa per la valorizzazione dei diritti delle persone e il riconoscimento che la PLURALITÀ è una formidabile ricchezza.
Diamo la SVEGLIA alla classe politica. Il tempo dei diritti è ORA.

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mercoledì, 07 marzo 2007

Voglio festeggiare l'8 marzo con questa sequenza d'immagini che, secondo me, ben rappresenta le nostre radici. Mi auguro che questo patrimonio d'idee e di valori trovi cittadinanza nel futuro Partito Democratico.
Bellissimo lo sguardo di complicità tra lei e lui. Tra Socialisti non c'è né competizione né lotta tra sessi, ma solidarietà! Si combatte insieme per un futuro migliore!!
venerdì, 02 marzo 2007

Scritto da Stefano Pomilia e diretto da Rosario Errico, i 12 minuti del corto raccontano la storia di una ragazza originaria dell'Europa dell'Est che raggiunge l'Italia con la speranza di realizzare il sogno di una vita, cioè diventare ballerina classica e finisce, invece, per essere costretta a prostituirsi in strada.

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categoria:diritti umani, violenza, battaglie per la civiltĂ 
venerdì, 02 marzo 2007

abbiamo la fiducia anche alla Camera!!

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categoria:politica