Ovvero, questa volta sarà un post insolitamente lungo
Lunedì sera, anch'io ho partecipato alla "pizzata democratica", organizzata da alcuni amici bloggers. Sono stata benissimo.
Come al solito, mi piace "scoprire" la reale faccia dei bloggers, come mi piace gustarmi (con particolare piacere) l'epressione del viso di chi ascolta la fatidica frase: "ciao, io sono Aradia, Il Pane e le Rose".... Non so perché rimangono sempre molto stupiti!
Anche Eli ha fatto una "faccia da applauso", ma in questo caso la sorpresa era particolarmente giustificata. Eli ed io ci conosciamo da anni e frequentiamo, Eli da iscritta, io per affetto (sono iscritta ad una sezione tematica) la storica sezione Ds che si trova in via dei Giubbonari a Roma. Ci siamo ritrovate nella blogosfera l'una all'insaputa dell'altra (anche se, leggendo il suo ultimo post prima della cena, avevo più di un sospetto sulla sua vera identità!) :D
Non mi soffermo a descrivere la serata perché l'hanno già fatto Laura, Eli, Qdr a cui vi rimando se volete soddisfare la vostra curiosità. Colgo, invece, l'occasione per fare una pubblica riflessione che segnerà una svolta nella mia vita.
Mentre Federica ci raccontava, con entusiasmo, il suo viaggio negli Stati Uniti, descriveva con occhi scintillanti gli aspetti positivi di quella grande democrazia e ci invitava a creare una rete di bloggers a sostegno di Obama, sono riaffiorati, dalla mia memoria più profonda, due esperienze che ho vissuto a distanza di molti anni l'una dall'altra.
Il primo ricordo, che risale alla mia adolescenza, riguarda i racconti dei compagni più grandi di me che erano stati in URSS per formarsi. Ci raccontavano, con entusiasmo, la bellezza di quel sistema, la validità dell'organizzazione delle fabbriche e della comunità sociale.
Il secondo ricordo risale al 2001, alla vigilia del Congresso di Pesaro. Durante un Attivo di Sezione, una compagna storica fece un bell'intervento sul concetto di riformismo, di democrazia e di mobilità sociale e concluse portando come esempio la società americana. Chiesi la parola e dissi: "Ma come, la società a cui dobbiamo guardare è quella americana?! ma se fino a qualche hanno fa la consideravamo l'origine di tutto quello che di negativo poteva esistere nel mondo!" La compagna mi rispose: "Ma chi ti ha detto queste cose?" Io risposi: "Tu, tuo marito e gli altri!" E feci una serie di nomi. Lei si fece scura in volto, abbassò gli occhi e con un soffio di voce, disse: "Ci siamo sbagliati!" Diedi un pugno sul tavolo, mi vennero le lagrime agli occhi per la rabbia ed uscii di corsa dalla Sezione. Qualcuno mi seguì per consolarmi....
Da allora, su molte cose abbiamo detto: "ci siamo sbagliati!", ma ho imparato a digerire 'sti bocconi amari con il sorriso sulle labbra (maturità dell'età che avanzava o forza della disperazione? Mah, non l'ho mai capito!)
Dopo la "pizzata democratica", mentre rientravo a casa, ho fatto queste considerazioni:
1) auspico che presidente degli USA diventi Hillary Clinton; non solo perché potrebbe avere un benefico effetto sulle possibilità delle donne che vogliono fare politica nel resto del mondo, ma anche perché è un modello di donna che mi piace;
2) invece di fare una rete di bloggers a sostegno di Obama, mi sembrerebbe più utile farne una a sostegno di Prodi
3) in passato guardavamo all'URSS, oggi agli USA; quando saremo pronti per elaborare un progetto europeo di società, anche in considerazione del fatto che abbiamo 2000 anni di storia e che la società americana (e di conseguenza la sua organizzazione politica) ha problemi e distorsioni socio-economiche di rilevante importanza?
4) se la società americana, e quindi la sua organizzazione politica, sono considerati un modello formativo per il nostro nascente Partito Democratico, allora come mai i rampolli americani delle famiglie vip, culturalmente più evolute, comprese quelle legate alla politica, vengono mandati in Europa (Londra, Parigi e Roma) per completare i loro studi?
Tornata a casa con questi interrogativi, ho capito due cose:
1) fra la generazione di Federica e me ci sono solo 6 anni di differenza, e pur essendo iscritti allo stesso Partito, apparteniamo a due mondi differenti che difficilmente potranno trovare una sintesi politica
2) fra me e i compagni del vecchio PCI con cui ancora discuto su temi che riguardano la quotidianità politica, c'è una differenza di 20-30-40 anni, eppure con loro mi sento a mio agio, anche se, a differenza di loro, io ho vissuto tutte le trasformazioni dal PCI al PDS fino ai DS.
In conclusione: il PD è una necessità storica ed è la naturale evoluzione dei DS (mi chiedo però se questo era l'approdo dei "padri fondatori" del PDS!), ma deve essere costruito dalla generazione a cui appartiene Federica perché ha l'entusiasmo giusto ed è abbastanza giovane da non aver vissuto la Prima Repubblica e, quindi, non ha difficoltà a con-fondersi con chi viene da un'altra cultura politica (mi riferisco, in particolar modo, a coloro che fanno della religione cattolica un elemento fondamentale della propria identità).
Se il lavoro svolto dal 1989 da quelli come me, permetterà a questa generazione di costruire una grande forza politica di governo, allora sarò molto soddisfatta.
Ma in questo "ideale" passaggio del testimone, siccome "qualche" dubbio mi si è posto, spero vivamente che nessuno dirà a questa generazione: "ci siamo sbagliati!"
p.s.
1) La compagna a cui ho fatto riferimento nel mio post, dopo qualche settimana da quell'Attivo, scrisse su un giornale che, ormai, il suo ruolo di "formatrice" nel Partito era concluso. Dopo molto tempo, scrisse un bellissimo articolo dal titolo "Anche i Partiti muoiono". Cara compagna, ti voglio bene!
2) Chi lo dice al mio Segretario che non rinnoverò la tessera?
3) Per non perdere la stima di Luigi, specifico che dai 17 anni fino al suo scioglimento, pur continuando a frequentare la sezione del PCI nel mio quartiere, sono stata iscritta a Democrazia Proletaria. Questa informazione è a beneficio dei nuovi frequentatori di questo blog: questo mio passato in DP, fa spesso dichiarare a Luigi che sono la sua "compagna ideale", anche se, riprendendo una vecchia canzone, non ho l'età per amarlo, nel senso che sono troppo vecchia!! :D