Dici che sorridi quando parli di 'speranza'. Allora non capisco. Ok, il referendum. Potrei anche essere d'accordo, va bene, ma poi? Cioè, la riforma elettorale va fatta, è ovvio, mi sta bene tutto. Però possiamo cambiare tutti gli strumenti che vogliamo, ma se non cambiano le persone...
Io ogni giorno che passa, scopro nuove nefandezze che mi fanno pensare: qui non c'è nessuno (e mi sono calati in parecchi) che ha veramente a cuore i problemi degli italiani. Qui mi pare che tutti (e dico tutti) stiano lì solo per farsi gli interessi loro. Ma hai letto il libretto 'schiavi moderni'? Io non vedo nessuno che muovi paglia per cambiare questo ORRORE. Può sembrare qualunquismo il mio, ma io sono sempre stato di sinistra, così lo sono stati i miei, i miei nonni, quindi se dico questo, vuol dire che l'ho meditata la cosa. Due sono le cose: o ci fanno o ci sono. Io non credo che ci siano (anche se a volte ho dei dubbi) quindi penso che ci facciano.
Come fate ad essere ancora così speranzosi? Io se fossi al posto vostro, tenterei di convincere quelli come me che hanno perso ogni speranza. Perché non tentate di convincermi che mi sbaglio?
(Maurizio)
BTW: hai mai letto il blog di Ladytux? Un mito quella donna. La stimo troppo. Ma secondo me è sprecata: potrebbe fare molto di più, altro che Kilombo (infatti ha dato le dimissioni). Se poco poco vengo a scoprire che si candida la voto subito, senza pensarci un secondo! ;)
Insomma, io vedo persone intelligenti e valide che ancora 'sperano'. No, basta sperare, bisogna cambiare le cose! Sei d'accordo con me? Ok, allora facciamo qualcosa per cambiare le cose. Smascheriamo i 'poltronari' e mandiamoli a casa, come dice Beppe Grillo! Scusa lo sfogo...magari era meglio che ti mandavo una mail in pvt mi rendo conto :)
Caro Maurizio,
in effetti avrei preferito ricevere il tuo sfogo in pvt
. Tu conosci la mia identità e, quindi, hai potuto cercare in rete chi sono e cosa ho fatto. Quindi, non ho voluto darti una generica risposta. Però, mi sono sentita in conflitto con me stessa perché la mia coscienza di ex dirigente m'impone, da un lato il riserbo (vengo da una cultura politica secondo la quale i panni sporchi si lavano in famiglia), dall'altra la necessità di non negare quanto hai scritto. Sarebbe assurdo!
Non ti nascondo che mi costa molto scrivere queste righe, ma è necessario iniziare a metter "nero su bianco" quanto si dice con toni sommessi, soprattutto dopo la candidatura di Veltroni perché, se hai ascoltato i commenti dopo la sua presentazione a Torino, o se ti sei fatto un giro per i blog, ti sarai reso conto che il popolo vuole sognare e non ne vuol sapere di ragionare e di capire cosa sta succedendo. C'è un conformismo preoccupante, un gran desiderio di far parte della massa e di esser guidati dal decisionismo di un uomo forte (per favore, abbiamo già dato abbondantemente, ma pare che gli Italiani si siano dimenticati della lezione!)
Perché noi "speranzosi" dobbiamo convincere persone come te che state sbagliando? Noi "speranzosi" siamo usciti dai DS proprio perché sappiamo che persone come te hanno ragione. Come posso darti torto sul precariato, quando io stessa sono stata precarizzata? Ogni giorno pago le conseguenze della mia condizione che, purtroppo, si ripercuote anche sulla mia vita sociale e privata. Ed ho un profilo lavorativo altissimo... figurati gli altri!
Come posso darti torto quando esprimi sfiducia in questa classe dirigente che io ho frequentato per anni? Ti dico solo che soffro di gastrite....
Ti dò torto solo su un fatto: non credo che tutti si occupino solo dei propri interessi. Oddio, lo zoccolo duro c'è sempre stato! Ma dobbiamo essere abbastanza "elastici" per ammettere una percentuale fisiologica che rientra nella natura umana. Io mi sono fatta la convinzione che la stragrande maggioranza è incapace per mancanza di ideali, per deficienze proprie, per basso livello culturale, per mancanza di preparazione alla professione di politico (ricordiamoci che non ci si improvvisa politici!) dovuta alla chiusura (ma guarda un po'!) delle scuole di partito, del venir meno delle sezioni e circoli vari come luoghi della formazione, anche civica. Spesso, chi viene inserito in una lista elettorale, non conosce neanche il funzionamento delle Istituzioni. Tu non puoi immaginare che fantastica scuola di vita è la gestione di una sezione con tutte le sue attività!
Oggi, non serve esser preparati per fare politica, è necessario solo riuscire ad entrare in una delle tante famiglie (c'è chi preferisce chiamarle tribù) che si alternano nella gestione della cosa pubblica. Di conseguenza, non c'è più un valido meccanismo di selezione dei quadri dirigenti. Le uniche doti richieste sono quelle di essere yesman o yeswoman e, di saper portare "l'acqua con le orecchie" ai capi! Se sei poco istruito è meglio, così non metti paura a nessuno e, poi, sei più malleabile.
Non puoi immaginare quante persone conosco che si prostituiscono sia intellettualmente che fisicamente per entrare in una famiglia o tribù. Gli uomini, però, sono sempre i più bravi! 
Pensa che io vengo da un mondo in cui ci dicevano di studiare molto perché l'istruzione e la cultura servono ad emanciparsi dalla schiavitù. Se lo dici oggi, ti danno dello spocchioso!
Ma detto tutto questo, cosa facciamo? Ci ritiriamo a vita privata? Abbiamo il dovere di essere "speranzosi", come lo erano coloro che erano nei lager o come coloro che erano nelle fabbriche con turni lavorativi di 16 ore. Non dobbiamo arrenderci perché le cose (batti oggi, batti domani) cambiano. Inoltre, dobbiamo esser così forti da comunicare anche agli altri, a quelli avviliti, che non tutto è perduto. Sai di cosa ho paura? Della rassegnazione!
Io sono uscita dai DS non per starmene a casa, ma per dar battaglia.
Si, sorrido quando parlo di speranza perché, per me, non è un concetto astratto. Sono "speranzosa" perché mi sto organizzando, insieme agli altri, per lavorare. Ci riusciremo? Non lo so, nessuno è in grado di conoscere il futuro.
Tu, oltre a sfogarti, e ti ringrazio molto per l'onore che mi hai dato scegliendomi come destinataria dello sfogo, cosa vuoi fare? Abbiamo per le mani un fantastico strumento come i blog. Usiamoli! Organizziamoci, non aspettiamo che siano gli altri a farlo per noi...
Un abbraccio
Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero (Antonio Gramsci) 