La guerra vista da internet, in tutta la sua crudezza, e senza gli omissis dei documenti ufficiali. "Redacted" (il titolo rimanda a una forma di censura a fini legali) è il primo film che parla del conflitto in Iraq alla Mostra ed è quasi un film blog, girato in digitale con uno stile d'assalto che mescola finzione e giornalismo televisivo. Sorprendentemente questo piccolo film (che uscirà in Italia con Eagle Pictures e negli Usa con Magnolia) arriva da Brian De Palma, cineasta non certo giovanissimo né underground che l'anno scorso aveva portato al Lido "Black Dahlia".
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: Brian De Palma
Scenografia: Phillip Barker
Fotografia: Jonathon Cliff
Montaggio: Bill Pankow
Anno: 2007
Nazione: Stati Uniti d'America
Durata: 90'
Genere: guerra
Cast
Daniel Stewart Sherman
Ty Jones
Kel O'Neill
Izzy Diaz
Trama
A partire da un fatto realmente accaduto in Iraq, un gruppo di militari Usa aveva stuprato, ucciso e bruciato una ragazzina di 14 anni e massacrato la sua famiglia, il film lavora sul background di questa violenza efferata mescolando vari stili e materiali: You Tube con i video amatoriali dei soldati, i blog delle famiglie e quelli dei fondamentalisti, con l'atroce decapitazione di un militare americano, un documentario francese su come funzionano i posti di blocco, dove la maggior parte dei civili che sono stati uccisi (circa 2.000) non sanno leggere e non capiscono l'alt dei militari, i reportage degli inviati di guerra delle due parti. I militari americani vengono mostrati come giovani allo sbando, impasticcati e costretti a ritmi di lavoro assurdi, pieni di pregiudizi razziali, in qualche caso violenti psicopatici oppure incapaci di denunciare gli abusi per timore di passare per pazzi.
"In internet c'è tutto ma queste immagini e queste informazioni sui media ufficiali non arrivano", dice Brian De Palma. "Queste immagini terribili potrebbero fermare la guerra". E dunque la scelta di chiudere "Redacted" con una serie di foto mai pubblicate dai giornali - uomini, donne, bambini e persino neonati massacrati e orrendamente mutilati - in cui gli occhi delle vittime sono coperti, censurati. "Non possiamo neppure più presentare i volti delle persone che soffrono".
Inevitabile il paragone con il Vietnam che De Palma aveva raccontato nell'89 in "Vittime di guerra" e anche lì, al centro della denuncia, c'era lo stupro di una ragazza innocente e giovanissima. "Purtroppo sembra che non abbiamo imparato nulla dagli errori del passato", è l'amara riflessione del cineasta Usa (fonte: Cinecittà News).














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