domenica, 20 gennaio 2008

«Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene» (frase pronunciata oggi dal Papa dopo l'Angelus)

Bravo Ratzy, ma allora perché tu e la Chiesa criminalizzate una donna che abortisce, una famiglia di fatto e l'amore di due gay?
Dove sta scritto che la vostra verità è quella vera, mentre la nostra non lo è?

martedì, 15 gennaio 2008

Vittoria!! Il Papa dell'intolleranza verso le donne, i gay e le famiglie di fatto ha rinunciato a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico a Roma.

Ancora una volta l'oscurantismo religioso è stato battuto e non potrà far propaganda ai propri valori medioevali nel tempio della scienza e della cultura.

Dovrei esser soddisfatta. In realtà, sono avvilita. Ho appena sentito le dichiarazioni dei politici al TG1 delle ore 20. Ovviamente, nulla questio su quanto dichiarato dai leader del centro-destra: sono coerenti con sé stessi e "fanno il proprio lavoro".
Sono, invece, molto delusa dai leader del centro-sinistra che, in modo acritico, hanno tacciato di intolleranza chi non voleva il Papa nell'Università. Nulla distingue le loro opinioni rispetto a quelle del centro-destra.

Mi rendo conto che appoggiare il cattolicesimo significa garantirsi un posto di lavoro nel Parlamento, ma mettersi in evidenza per provincialismo politico e pochezza culturale ed intellettuale mi fa vergognare rispetto al resto del mondo democratico e progressista e mi preoccupa rispetto al futuro del mio Paese.

lunedì, 14 gennaio 2008

Giovedì, il Papa parteciperà all'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma.

Ma che centra un Papa con il sapere accademico?

L'Ateneo (pubblico) è un luogo laico dedicato alla scienza ed alla cultura e, quindi, è aperto a studenti e docenti di ogni credo ed ideologia. Perché questa prepotenza da parte della Chiesa?

domenica, 13 gennaio 2008

Giovedì scorso, durante le perquisizioni della ThyssenKrupp di Terni è stato ritrovato un documento riservato in cui si analizza la storia e la realtà della città di Torino, dove esiste — secondo i funzionari ThyssenKrupp — «una lunga tradizione sindacale di stampo comunista», e dove già negli anni precedenti alla tragedia le «condizioni ambientali» apparivano sfavorevoli al mantenimento dell'attività produttiva.

Poi si passa a esaminare la situazione dei 20 giorni di dicembre che hanno fatto seguito alla tragedia. Gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime «passano di televisione in televisione» e vengono rappresentati «come degli eroi». Un fatto, quest'ultimo, particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, che sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive.

Complimenti, per la mancanza di sensibilità verso la morte di 7 giovani morti bruciati, per l'assenza di qualsiasi rimorso per le responsabilità che la società ha nella vicenda, ma soprattutto COMPLIMENTI PER LA RAPPRESAGLIA.
Sono convinta che "manager" come questi non ci si diventa, si nasce!

Fonte: corriere.it, 13 gennaio 2008

domenica, 06 gennaio 2008

The Internationale

Alistair Hulett

Arise, ye workers from your slumber,
Arise, ye prisoners of want.
For reason in revolt now thunders,
and at last ends the age of cant!
Away with all your superstitions,
Servile masses, arise, arise!
We'll change henceforth the old tradition,
And spurn the dust to win the prize!
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

No more deluded by reaction,
On tyrants only we'll make war!
The soldiers too will take strike action,
They'll break ranks and fight no more!
And if those cannibals keep trying,
To sacrifice us to their pride,
They soon shall hear the bullets flying,
We'll shoot the generals on our own side.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

No saviour from on high delivers,
No faith have we in prince or peer.
Our own right hand the chains must shiver,
Chains of hatred, greed and fear.
E'er the thieves will out with their booty,
And to all give a happier lot.
Each at his forge must do their duty,
And we'll strike the iron while it's hot.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

venerdì, 21 dicembre 2007

Il regalo di Natale di Mariella Nava a tutte le vittime del lavoro

Come ogni anno, di questi tempi, preparo una canzone inedita di Natale da regalare all'interno del mio sito internet. Quest'anno, però, voglio fare qualcosa di più.
Tra le mie canzoni nuove e in attesa di trovare il loro cielo e il loro posto nei miei lavori futuri, ne ho una che la mia etica mi impone di sfilare e di unire ad una giusta causa e di non usarla per nessun altro fine che non sia quello del sentire che me l'ha dettata non più di tre mesi fa.
Ho pensato di regalare una canzone intera, nuova, tra quelle che avevo pronte per i miei prossimi progetti discografici, sfilandola agli stessi, e consegnandola all’ANMIL, perché ne faccia un uso tutto suo, a sua libera discrezione, per qualsiasi iniziativa che sia a scopo benefico, per continuare a sensibilizzare ed essere vicini a quanti sono toccati dal problema degli incidenti sul lavoro.

"Stasera torno prima" è il suo titolo, e ritrae la storia dei tanti che si svegliano al mattino presto scendono dalla porta di casa, chiudendola senza far rumore, cercando di contenere il sudore e lo stento dell'esistere dei nostri giorni, in mezzo a speranze e rate di fine mese da pagare, e avviandosi verso un lavoro dai suoi grandi rischi, nella precarietà e nella insicurezza, condizioni che minano quotidianamente vite e destini, ponendoli in bilico, come su di una trave messa male, dell'impalcatura di un cantiere fuori regola, o di qualsiasi altra forma minacci irresponsabilmente l'incolumità fisica degli stessi lavoratori.

Gli eventi tragici di questi giorni mi chiedono da dentro e prepotentemente di metterla a disposizione per qualsiasi modalità di beneficenza, di solidarietà e di alta sensibilizzazione al problema che l’ANMIL riuscirà a trovare.
E' poco, lo so, anzi pochissimo, ma è il mio modo per far sentire quanto siamo vicini e confortare tutti coloro che ne sono già stati drammaticamente toccati e rischiano ancora, ogni giorno, di aggiungersi a questo raccapricciante bollettino di guerra.
E' il mio modo per dare ascolto a chi ci sta gridando di non essere dimenticato in mezzo a festeggiamenti e panettoni.

Mariella Nava

sabato, 24 novembre 2007

 

150.000 donne

Il corteo è stato colorato, ironico ma anche arrabbiato

C'erano anche molti uomini (che bello!)

Spero proprio che questa giornata non sia un fatto episodico. Le donne devono tornare a far sentire la propria voce in modo diretto!!

giovedì, 22 novembre 2007
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categoria:diritti umani, violenza, diritti civili, battaglie per la civiltà
mercoledì, 10 ottobre 2007

Roma, 9 ott. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Sara' presentato sabato 13 ottobre alla Casa del Cinema di Roma, il documentario ''Non tacere - Don Roberto e la scuola 725'' di Fabio Grimaldi, opera che racconta la storia della vita di Don Roberto Sardelli e le vicende a dir poco straordinarie della scuola 725, che fondo' nel 1968 a Roma tra i baraccati dell'"Acquedotto Felice". Il prete ando' a vivere in quel luogo di emarginazione condividendo dolori e passioni degli abitanti poveri della periferia romana.

Oggi, nel 2007, Don Roberto ha deciso di rincontrare i suoi ex allievi; insieme, come negli anni settanta, per scrivere una nuova lettera ai capi della citta' per denunciare le nuove poverta' e le nuove ingiustizie. L'incontro, carico di emozioni, sara' l'occasione per riflettere sul significato dei cambiamenti avvenuti durante trent'anni della nostra storia. "'Non tacere' - racconta Don Roberto - e' il titolo che scegliemmo per il nostro libro di testo, quando lo scrivemmo nella scuola 725. Perche' non tacere? Perche' il contesto in cui vivevamo era obbligato al silenzio, posto nella condizione di non parlare, di non gridare la propria condizione. La parola ha un potere enorme ed e' un'arma sia nel bene che nel male. Non a caso si dice 'uccide piu' la parola della spada'".

"La vicenda di Don Roberto - ha dichiarato il regista Fabio Grimaldi, gia' autore di documentari sulla Resistenza e sulla guerra civile spagnola - rappresenta un fiore che e' sbocciato nella storia di questo Paese, tra i poveri della periferia di Roma, in un baraccato, dove insegnava a non vergognarsi di essere dei proletari, proprio perche' aveva la consapevolezza che gli ultimi hanno sempre qualcosa in piu' da dire, hanno la forza della verita' della loro condizione. Una forza, a volte, rivoluzionaria, perche' esprime l'impellente necessita' del cambiamento".

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martedì, 09 ottobre 2007

 

40 anni fa, veniva ucciso Ernesto Che Guevara.

Uccisero un uomo, nacque un Mito

 

 

sabato, 28 luglio 2007

Lui non la cura, lei muore di cancro

Erano conviventi (anche se da 15 anni) e, quindi, secondo il giudice lui non aveva l'obbligo di assistenza e, perciò l'ha assolto dall'accusa, mossa dai parenti di lei, di abbandono d'incapace.

Consulenti e periti confermano lo stato di totale abbandono in cui era stata lasciata la donna che è morta dopo una lunga e devastante malattia che l'aveva ridotta a pesare 30 chili.

Questa sentenza dimostra che è necessario regolamentare i diritti e i doveri dei conviventi... che sono anche etero!!
Mi piacerebbe sapere l'opinione dei bigotti su questo fatto (sia di destra che di sinistra) che hanno affossato i DICO!

leggi l'articolo

venerdì, 27 luglio 2007

Ieri notte, due omosessuali sono stati fermati e denunciati dai carabinieri per atti osceni perchè si baciavano alle due di notte davanti al Colosseo.

dov'è finita la mia Roma tollerante? caro sindaco Veltroni, ti prego di intervenire immediatamente! Questa è un'offesa all'amore dei due giovanotti, ma anche a tutti i romani che credono nei valori della libertà e della tolleranza

venerdì, 20 luglio 2007

Il giudice ha riconosciuto il «danno diretto» del convivente

Un Pacs (o un Dico, o un Cus) per via giudiziaria. Per la prima volta, in un processo penale, è stata accettata la costituzione di parte civile di un partner omosessuale. Lui è Mario Chinazzo, 70 anni, ex impiegato ministeriale. Per un quarto di secolo ha vissuto insieme a Roberto Chiesa, 63 anni, finché le coltellate di un romeno non hanno interrotto la convivenza. Ieri, al processo, il gup Claudio Carini ha accolto la richiesta di Chinazzo. Finora era successo solo nelle cause civili, per gli incidenti stradali (segue)

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venerdì, 29 giugno 2007

"Punita" per aver manifestato in favore della giovane pachistana uccisa dal padre a Brescia
Dounia Ettaib è scossa ma "non sarà questo fatto a fermare l'attività dell'associazione"

"Hina era una prostituta come te"

MILANO - Sono stati due connazionali ad aggredire la vice presidente lombarda dell'Associazione donne marocchine in Italia. Lo hanno fatto vicino alla moschea milanese di viale Jenner, per punirla di aver partecipato ieri alla manifestazione di protesta davanti al tribunale di Brescia dove si svolgeva l'udienza preliminare per l'omicidio della ragazza pakistana uccisa dal padre e dai fratelli per il suo comportamento troppo "occidentale".

"Devi smetterla di parlare di islamismo" le hanno detto i suoi aggressori. "Hina è un prostituta come te". E stringendole il viso con le mani l'hanno avvertita: "Ricorda: la bellezza non dura a lungo". Dounia Ettaib è rimasta molto scossa dall'aggressione ma ha tenuto a replicare che "non sarà questo fatto a fermare l'attività dell'associazione".

La giovane attivista per i diritti delle donne musulmane ieri era a Brescia, insieme ad altre 150 connazionali per manifestare solidarietà alle donne oppresse. Stringeva un cartello come le altre militanti di Acmid con su scritto: "Io sono Hina". Chiedevano al giudice di ottenere la costituzione di parte civile dell'associazione; richiesta che è stata però respinta dalla corte.

E' parere concorde tra gli investigatori che l'aggressione di questo pomeriggio sia la violenta risposta delle fasce più estremiste all'opera di integrazione che Dounia Ettaib e Acmid stanno conducendo da tempo. Le frasi pronunciate dagli aggressori sembrano essere una prova. Ora è alta la preoccupazione tra le attiviste dell'associazione che temono di subire nuove minacce per le loro battaglie contro il fanatismo islamico. Lo stesso che l'11 agosto scorso, spinse il padre di Hina a massacrare con 28 coltellate la figlia e a seppellirne il corpo in giardino.

Fonte: repubblica.it

domenica, 24 giugno 2007

Vi invito a leggere questo post, scritto da visionidiblimunda sul G8 e le basi militari in Sardegna.

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categoria:informazione, g8 , donne che ci credono, battaglie per la civiltà
mercoledì, 13 giugno 2007

Epolis Roma, 13 giugno 2007
pagina 3

La petizione
I lettori di E Polis compatti in una battaglia di civiltà: questa è una vittoria comune
Una mobilitazione straordinaria ora la parola torni alle istituzioni
Grande anche la sensibilità del Governo che si è subito attivato per "dragare" il web

di Daniela Amenta

Questo giornale con i suoi lettori, con i blog amici, con le decine di associazioni per la tutela dei minori e Don Di Noto in testa porta a casa un risultato straordinario. Grazie a una mobilitazione collettiva durata una settimana, il sito della vergogna è stato oscurato. Per otto anni quel sito ha fatto proseliti, spacciando per amore un abominio. E dunque, in attesa del comunicato ufficiale della Polizia Postale e del Viminale, possiamo condividere con chi ci legge una vittoria comune. Volevamo raggiungere due obiettivi e ci siamo riusciti. Il primo: la censura della giornata dell'orgoglio pedofilo. Il secondo: accendere i riflettori sulla pedofilia, un problema gravissimo ma circoscritto solo ai casi di cronaca più eclatanti. Abbiamo dimostrato che istituzioni sensibili possono agire in fretta e bene e che la mobilitazione dei cittadini è una spinta propulsiva immensa. Abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a tenere la guardia alzata.
Ora il testimone passa agli organi preposti che devono vigilare, legiferare perché l'orrore non esploda attraverso altri “Boy Love Day”, nuovi siti. E non solo: la Rete è uno dei luoghi di adescamento ma ci sono violenze perpetrate in casa, a scuola. Ci sono bambini sempre più indifesi e soli. Bambini sfruttati, vittime degli adulti. A loro bisogna iniziare a pensare subito, oltre qualunque petizione.
Pensarci ogni giorno per tutelare il futuro di tutti noi.

Epolis Roma, 13 giugno 2007, pagina 3

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categoria:diritti umani, infanzia, violenza, diritti civili, battaglie per la civiltà
domenica, 10 giugno 2007

23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo
Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio pedofilo: tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano. S
ono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali.
E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è.
Ora è partita una petizione

Un fermo “No” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”. Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo nei vostri blog e siti, inviatelo per e-mail a conoscenti e amici, fatelo girare tra i blogger.

Uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.
Fate firmare la petizione che sarà presentata all'UNICEF e all'On. Frattini.

nome e cognome tramite sms 3391819641
oppure

nome e cognome tramite mail italia@epolis.sm
oppure firmate al sito http://www.epolis.sm/html/fermiamo_gli_orchi.html

Copia e diffondi.

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categoria:diritti umani, infanzia, violenza, diritti civili, battaglie per la civiltà
martedì, 05 giugno 2007
Amici bloggers, vi prego di leggere questo post. Ecco che cosa accade in un angolo della nostra Italia
venerdì, 01 giugno 2007

Il New York Times denuncia la crescita dei tempi improduttivi negli uffici Usa: sulla media di 45 ore di lavoro, 16 sono inutili.
Molte aziende cambiano rotta: orari flessibili, conta il risultato

 leggi l'articolo

Ci sono arrivati pure gli americani che non brillano certo per il rispetto dei lavoratori!
In Italia, il concetto è totalmente impenetrabile alle menti dei nostri sopraffini datori di lavoro.

In ogni caso, permettetemi di aggiungere un'ulteriore causa di perdita di tempo: l'ascolto delle frustrazioni personali del capo! Quante volte, vi sarà venuta la voglia di dire "echissenefrega"?

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Dalle prime pagine dei giornali di oggi
Ricerca choc del CNR, cocaina nell'aria di Roma

Ora mi spiego tante cose!!

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categoria:il pane e le rose, mercato del lavoro, battaglie per la civiltà
domenica, 27 maggio 2007

Da Repubblica di ieri, a pagina 32, ho appreso questa notizia

Il TAR del Lazio sospende l'ordinanza del ministro dell'Istruzione che attribuisce il credito scolastico per gli studenti che seguono l'ora di religione cattolica. E Giuseppe Fioroni decide di far ricorso al Consiglio di Stato. Secondo il TAR del Lazio, l'ora di religione non dà crediti utili per l'ammissione e la valutazione finale dell'esame di maturità. Il ricorso al TAR era stato presentato da un gruppo di genitori e da rappresentanti di confessioni religiose non cattoliche.

Con quello che sta succedendo nella scuola italiana (bullismo, violenze sessuali, pedofilia, professori che insegnano agli studenti a fare uno spinello o che si presentano a lezione con vestiti non appartenenti al proprio sesso, maestre che legano alle sedie i bambini troppo vivaci, studenti che picchiano disabili...) il ministro non trova niente di meglio che iniziare una nuova crociata per imporre  l'ora di religione cattolica. Quando usciremo da questo medioevo culturale?