venerdì, 19 ottobre 2007

Fonte: repubblica.it

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.

Se questo disegno di legge era stato proposto da Berlusconi, stavamo già in piazza a protestare...

Chi è contrario a questo disegno di legge del Governo può firmare la petizione che si trova a questo indirizzo: http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

sabato, 31 marzo 2007

Intervista di Michela Greco (Cinecittà News) al regista Giuseppe Ferrara che ha realizzato un film su Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle BR.

"La difficoltà più grande nel realizzare Guido che sfidò le Brigate Rosse è stata trovare i soldi per produrlo. Anche se Rai Cinema si sta vantando di aver sostenuto il film, in verità ha fatto ben poco, se non comprare i diritti di antenna di recente, all'ultimo momento". E' amareggiato il regista Giuseppe Ferrara, che ha completato la realizzazione del suo film sul sindacalista ucciso dalle BR (prodotto da Carmine De Benedictis per Pianeta Spettacolo e dalla Ilva Rivagroup) già nel luglio scorso e oggi ha difficoltà a trovare una distribuzione. "Ora la Cgil, che ha patrocinato il film, sta facendo pressioni su Giancarlo Leone AD di Rai Cinema e su Luciano Sovena AD dell'Istituto Luce per far sì che il film venga distribuito adeguatamente - spiegato il regista - Sono sommerso da richieste di proiezioni in tutta Italia da parte della base sindacale; proiezioni e incontri che farò comunque, qualsiasi cosa accada con la distribuzione". Intanto la pellicola, interpretata da Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Anna Galiena ed Elvira Giannini, viene presentata in anteprima al Busto Arsizio Film Festival alla presenza del regista.

Come è strutturato il film? E' tutto focalizzato sulla vicenda di Guido Rossa?
Il film è costruito sull'alternanza continua tra la vita del brigatista Riccardo Dura, interpretato da Gianmarco Tognazzi, e quella del sindacalista Guido Rossa, cioè Massimo Ghini. Racconto le vicende parallele di un eversore e di un uomo pronto a difendere la legalità anche a costo della vita, e i due atteggiamenti politici, i due progetti vengono messi a confronto per tutto il film finché non si incontrano solo una volta, quando il brigatista spara al sindacalista.

Si tratta di una ricostruzione fedele?
Come ho sempre fatto nei miei film, mi sono documentato molto e tutto quello che racconto è vero, tranne poche concessioni "romanzesche". E' stato decisivo il contributo dell'Italsider, che mi ha concesso di girare nei luoghi in cui sono accadute davvero le vicende. Abbiamo addirittura ricostruito con esattezza le stanze in cui avvenivano le riunioni sindacali, usando lo stesso tavolino su cui scriveva Guido Rossa.

Per documentarsi ha parlato anche con la figlia di Guido Rossa?
Non ho solo parlato con Sabina Rossa, ma l'ho addirittura "spremuta". E lei si è sentita talmente coinvolta dal progetto da volersi documentare di più sulla storia di suo padre, fino a decidere di scrivere un libro insieme a Giovanni Fasanella dal titolo "Guido Rossa, mio padre". Mi sarebbe piaciuto, a posteriori, attingere anche dal libro, ma è stato scritto dopo la realizzazione del film.

Ha incontrato anche dei brigatisti?
Soprattutto per il ruolo coperto da Elvira Giannini, cioè la brigatista Nora. Il suo personaggio è fortemente ispirato a Fulvia Miglietta, che ho incontrato e con cui ho parlato. E' una figura interessante perché è una donna molto religiosa, che accompagnava i fedeli a Lourdes e che metteva insieme religione e lotta armata. Proprio perché era molto credente non volle mai sparare, ma si macchiò comunque di molti delitti.

Cosa l'ha spinta a raccontare la storia di Guido Rossa?
Soprattutto il fatto che quest'uomo avesse scoperto che gli operai possono essere lo Stato. Era proprio questo che le Brigate Rosse non sopportavano, ed è il motivo per cui lo hanno ucciso. Fu eliminato perché era considerato ideologicamente pericoloso, non tanto perché avesse fatto la spia.

martedì, 21 novembre 2006

Ieri sera ho visto il film "Il padre delle spose". Mi è piaciuto molto. La storia è ben scritta, l'interpretazione degli attori è convincente, le musiche di Edoardo Bennato sono bellissime, i luoghi dove è girato il film offrono scorci pugliesi incantevoli. Il tema dell'amore tra due donne è trattato con delicatezza e mette in risalto soprattutto il loro legame affettivo e tutte le problematiche che si generano nell'ambiente in cui la coppia vive.

Ho riso nei momenti comici, mi sono commossa nei momenti drammatici, soprattutto quando l'ospedale, dove è ricoverata Aurora, non consente a Rosario di assistere la sua donna perché non è "un parente stretto".

Mi chiedo: che differenza c'è tra l'amore di Aurora e la sua Rosario e quello tra Lucia e Lillino. Secondo me, nessuna! E' amore e basta! E l'amore è sempre bello.

Il film mette in evidenza anche qualcosa che è molto più "scandaloso" dell'amore tra Aurora e Rosario: la forza delle donne, cioè il sistema di complicità femminili che si crea nel paese che porterà, addirittura, alla sconfitta del boss locale e ad un profondo cambiamento economico e sociale della piccola cittadina.

Oltre alla coppia lesbo, la mia simpatia va a zia Lucia, a Rosetta e alla moglie del sindaco.

BANFI CONQUISTA IL PUBBLICO FAMILY DI RAIUNO (26,7%)
(Ansa) - Sono stati oltre sette milioni (7.026.000) gli spettatori che hanno seguito ieri sera 'Il padre delle spose', con uno share del 26,7%.
L"'operazione ardita", come lo stesso Banfi l'aveva definita, di portare in prima serata su Raiuno un film tv che racconta di un'amore lesbico, regolarizzato nella Spagna di Zapatero, ma difficile da accettare nel paesino pugliese terra d'origine di una delle due spose, aveva suscitato polemiche che, ancora ieri, avevano visto contrari alla messa in onda anche nella maggioranza di governo.
La fiction interpretata da Lino Banfi ha ottenuto punte d'ascolto di otto milioni e picchi di share del 34%, e ha superato ampiamente il film di Canale 5, Merry Christmas (18,12% di share con 4 milioni 401mila telespettatori).

La fiction di Banfi ha avuto, come ovvio, particolare successo al Sud (42,02% con punte del 48% in Puglia) e tra le donne (il 30,56% nella fascia 45-54 anni, il 40,11% in quella 55-64) ma l'hanno seguita anche il 22,37% degli uomini.
Sotto la media d'ascolto lo share in Lombardia (18,63%), Nord Ovest (20,62%) e Nord Est (22,84%: ma in Trentino e' stato il 35,7% a seguirla) ma dal Centro Nord (27% generale con l'Umbria al 38%) in giu' i risultati sono sopra la media. Buona in particolare la presenza delle 'giovani famiglie' (soprattutto considerando il tenore delle polemiche che l'avevano preceduta) col 27,14%, risultato superiore alla media dell'ascolto della fiction. Al 33,29% invece le famiglie anziane.

Intervista a Banfi, dopo il successo della fiction "Il padre delle spose"

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categoria:diritti umani, censura, omosessualitĂ , pacs, battaglie per la civiltĂ 
sabato, 18 novembre 2006

Bigotti in azione

Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv  "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi che, recatosi in Spagna per far visita alla figlia che lavora in quel Paese, la troverà, con sua sorpresa, sposata con un'altra donna.
La programmazione nella prima serata ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e-mail alla RAI.
Pennarossa Tribù, prodi guerrieri, stanno movimentando la rete per chiedere a tutti gli amici bloggers di inviare alla RAI il seguente messaggio

"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.
Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.
Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.
Cordiali saluti".

Il messaggio va inviato alla RAI attraverso questo modulo

postato da: Aradia3000 alle ore 19:36 | Permalink | commenti (44)
categoria:censura, omosessualitĂ , battaglie per la civiltĂ