giovedì, 17 gennaio 2008

Secondo l'indagine dell'Istat sui redditi e sulle condizioni di vita in Italia (2005-2006), una famiglia su sette è in difficoltà. Infatti, i dati  dicono che:

  • il 50% dei nuclei familiari vive con meno di 1.872 euro, pari a 22.460 euro l'anno;
  • il 14,6% dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese;
  • il 28,4%  di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 600 euro.

Per quanto riguarda invece le famiglie numerose, le condizioni risultano addirittura peggiorate dal 2005 al 2006. In particolare, per le famiglie con tre o più minori, il 23,8% nel 2006, rispetto al 20,8% nel 2005, ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese. Il 38% di questi nuclei non può affrontare spese inattese (contro il 31,6% nel 2005). "Si tratta di una distribuzione dei redditi fortemente asimmetrica" rileva l'Istat aggiungendo che c'è "un livello di diseguaglianza di entità non trascurabile". In Europa, l'Italia è tra le posizioni peggiori, esclusi i nuovi Stati membri, insieme a Grecia e Portogallo.

Inoltre, l'Istat riferisce che, in almeno un'occasione nel 2006:

  • il 9,3% delle famiglie si è trovato in arretrato con le bollette;
  • il 4,2% non ha avuto i soldi per comprare il cibo necessario;
  • il 10,4% per pagare le spese mediche;
  • il 16,8% per comprare vestiti necessari
  • il 10,4% per riscaldare adeguatamente l'abitazione.

Fonte: testate giornalistiche on line varie

domenica, 13 gennaio 2008

Giovedì scorso, durante le perquisizioni della ThyssenKrupp di Terni è stato ritrovato un documento riservato in cui si analizza la storia e la realtà della città di Torino, dove esiste — secondo i funzionari ThyssenKrupp — «una lunga tradizione sindacale di stampo comunista», e dove già negli anni precedenti alla tragedia le «condizioni ambientali» apparivano sfavorevoli al mantenimento dell'attività produttiva.

Poi si passa a esaminare la situazione dei 20 giorni di dicembre che hanno fatto seguito alla tragedia. Gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime «passano di televisione in televisione» e vengono rappresentati «come degli eroi». Un fatto, quest'ultimo, particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, che sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive.

Complimenti, per la mancanza di sensibilità verso la morte di 7 giovani morti bruciati, per l'assenza di qualsiasi rimorso per le responsabilità che la società ha nella vicenda, ma soprattutto COMPLIMENTI PER LA RAPPRESAGLIA.
Sono convinta che "manager" come questi non ci si diventa, si nasce!

Fonte: corriere.it, 13 gennaio 2008

domenica, 06 gennaio 2008

The Internationale

Alistair Hulett

Arise, ye workers from your slumber,
Arise, ye prisoners of want.
For reason in revolt now thunders,
and at last ends the age of cant!
Away with all your superstitions,
Servile masses, arise, arise!
We'll change henceforth the old tradition,
And spurn the dust to win the prize!
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

No more deluded by reaction,
On tyrants only we'll make war!
The soldiers too will take strike action,
They'll break ranks and fight no more!
And if those cannibals keep trying,
To sacrifice us to their pride,
They soon shall hear the bullets flying,
We'll shoot the generals on our own side.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

No saviour from on high delivers,
No faith have we in prince or peer.
Our own right hand the chains must shiver,
Chains of hatred, greed and fear.
E'er the thieves will out with their booty,
And to all give a happier lot.
Each at his forge must do their duty,
And we'll strike the iron while it's hot.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.
So comrades, come rally,
And the last fight let us face.
The Internationale,
Unites the human race.

giovedì, 03 gennaio 2008

Gli operai distruggono la corona di fiori inviata dalla Thyssen

Per quanto mi riguarda, hanno fatto proprio bene!!

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categoria:diritti umani, diritti dei lavoratori, mercato del lavoro
venerdì, 21 dicembre 2007

Il regalo di Natale di Mariella Nava a tutte le vittime del lavoro

Come ogni anno, di questi tempi, preparo una canzone inedita di Natale da regalare all'interno del mio sito internet. Quest'anno, però, voglio fare qualcosa di più.
Tra le mie canzoni nuove e in attesa di trovare il loro cielo e il loro posto nei miei lavori futuri, ne ho una che la mia etica mi impone di sfilare e di unire ad una giusta causa e di non usarla per nessun altro fine che non sia quello del sentire che me l'ha dettata non più di tre mesi fa.
Ho pensato di regalare una canzone intera, nuova, tra quelle che avevo pronte per i miei prossimi progetti discografici, sfilandola agli stessi, e consegnandola all’ANMIL, perché ne faccia un uso tutto suo, a sua libera discrezione, per qualsiasi iniziativa che sia a scopo benefico, per continuare a sensibilizzare ed essere vicini a quanti sono toccati dal problema degli incidenti sul lavoro.

"Stasera torno prima" è il suo titolo, e ritrae la storia dei tanti che si svegliano al mattino presto scendono dalla porta di casa, chiudendola senza far rumore, cercando di contenere il sudore e lo stento dell'esistere dei nostri giorni, in mezzo a speranze e rate di fine mese da pagare, e avviandosi verso un lavoro dai suoi grandi rischi, nella precarietà e nella insicurezza, condizioni che minano quotidianamente vite e destini, ponendoli in bilico, come su di una trave messa male, dell'impalcatura di un cantiere fuori regola, o di qualsiasi altra forma minacci irresponsabilmente l'incolumità fisica degli stessi lavoratori.

Gli eventi tragici di questi giorni mi chiedono da dentro e prepotentemente di metterla a disposizione per qualsiasi modalità di beneficenza, di solidarietà e di alta sensibilizzazione al problema che l’ANMIL riuscirà a trovare.
E' poco, lo so, anzi pochissimo, ma è il mio modo per far sentire quanto siamo vicini e confortare tutti coloro che ne sono già stati drammaticamente toccati e rischiano ancora, ogni giorno, di aggiungersi a questo raccapricciante bollettino di guerra.
E' il mio modo per dare ascolto a chi ci sta gridando di non essere dimenticato in mezzo a festeggiamenti e panettoni.

Mariella Nava

mercoledì, 19 dicembre 2007

Nell'ultimo fine settimana sono state uccise 6 donne e 3 bambini.
Ieri sono morti 5 lavoratori a seguito di incidenti sul lavoro.
Oggi è morto il sesto operaio del rogo alla ThyssenKrupp.
La Spagna supera l'Italia per quanto riguarda il PIL.

Dopo le obiezioni del capo dello Stato che ha messo in evidenza la presenza di «riferimenti erronei» del testo, il decreto-sicurezza verrà lasciato decadere dal governo che però ne ripresenterà un altro per cercare di evitare il rientro in Italia dei clandestini espulsi.

L'ONU approva la risoluzione che chiede agli Stati membri una moratoria sulla pena di morte. Voto storico raggiunto grazie all'iniziativa dell'Italia.

Governo italiano:

  • 10 e lode in politica estera
  • gravemente insufficiente in economia e sui temi della sicurezza e degli infortuni sul lavoro
lunedì, 10 dicembre 2007

Oltre ventimila al corteo dei metalmeccanici. Momenti di tensione e dai centri sociali sassi contro l'Unione industriale. Fischi ai sindacati (leggi articolo)

Italia, Europa
Operai morti bruciati in fabbrica perché non sono rispettate le norme di sicurezza. Operai costretti a lavorare oltre l'orario di lavoro.
Non siamo nel Terzo Mondo sottosviluppato!!
No, non si possono accettare queste morti.
Governo, se ci sei batti un colpo... Quali provvedimenti stai predisponendo?

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categoria:diritti civili, diritti dei lavoratori, mercato del lavoro
giovedì, 29 novembre 2007

Oggi è stato presentato alla stampa l’anticipazione del rapporto Plus dell’Isfol che verrà pubblicato all'inizio del prossimo anno e che è stato realizzato su un campione di 40 mila individui.
Già da questa anticipazione risulta, però, che solo il 39 per cento dei contratti a termine è legato a reali esigenze del ciclo economico o al tipo di produzione. In particolare:

  • il 17 per cento dei contratti temporanei è legato a lavoro stagionale o a picchi di produttività;
  • il 12 per cento è legato ad un progetto a commessa
  • il 10 per cento legato alla sostituzione di personale temporaneamente assente.

Per il restante 61 per cento dei contatti, la scelta di un rapporto atipico è dettata dall’intenzione del datore di lavoro di ridurre il costo del lavoro e dalla valutazione del costo-opportunità in riferimento alla possibilità di licenziare.

Lo sapevamo!! Ora abbiamo anche i dati. Serviranno per prendere provvedimenti?

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categoria:diritti dei lavoratori, mercato del lavoro
sabato, 20 ottobre 2007

Secondo l'Istat (i dati sono del 2006), i lavoratori precari in Italia sono 2 milioni e 163 mila, il 13% del totale degli occupati (il 20% delle lavoratrici).

Sono donne, giovani e residenti nel sud. La fotografia del precariato in Italia segue passo dopo passo il percorso delle classiche e ormai note "fasce a rischio".  Ma "si scopre", finalmente, che 500 mila lavoratori precari sono ultraquarantenni.

Dalla ricerca emergono altri gravi problemi:
- è sempre più difficile passare da un lavoro instabile ad uno stabile
- la condizione di lavoratore a tempo finisce per incidere sulla curva demografica e su quella dei consumi

La precarietà è destinata ad aumentare. Infatti, fra il 2000 e il 2005 i contratti a tempo determinato e co. co. pro sono lievitatati di 95 mila unità.

Il livello d'istruzione incide solo in parte: quasi un milione di precari ha conseguito solo l'obbligo scolastico, ma altrettanti sono quelli dotati di diploma, mentre il 18% ha, addirittura, un titolo post laurea.

La durata media del contratto flessibile è di 12,8 mesi, ma il 37% dei lavoratori temporanei firma accordi che garantiscono solo sei mesi di lavoro. Solo il 19,6% dei precari può contare su una occupazione garantita per due anni.
Un futuro troppo corto per fare progetti.

Fonte: repubblica.it

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categoria:diritti dei lavoratori, mercato del lavoro
martedì, 09 ottobre 2007

 

40 anni fa, veniva ucciso Ernesto Che Guevara.

Uccisero un uomo, nacque un Mito

 

 

giovedì, 04 ottobre 2007

ore 00.14 - Veniamo informati che in una miniera d'oro in Sudafrica, 3.200 minatori sono intrappolati a circa 2mila metri di profondità a causa (pare) della rottura di un cavo dell'ascensore.

Succedeva nell'Ottocento e nel Novecento in Europa. Succede nel 2007 nel resto del mondo.
Repressione in Birmania, minatori bloccati nelle viscere della terra in Sudafrica.
Mi viene voglia di cantare "bandiera rossa". Cazzo!

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categoria:diritti umani, diritti civili, diritti dei lavoratori
giovedì, 20 settembre 2007

"Basta lavoro mascherato da studio"

"Lo stage è troppo spesso un lavoro mascherato da tirocinio non si tratta di volontariato, ma di una formazione che deve essere pagata e deve dare valore aggiunto al tirocinante. Inoltre non è possibile che ci siano giovani che saltano da uno stage all'altro senza avere un lavoro vero. Questo diventa dumping sociale e va combattuto"
(Vladimír 0pidla, Commissario per l'occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità)

Un impegno significativo, dunque, contro gli abusi praticati dalle aziende su stagisti che quasi sempre lavorano gratis.

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categoria:diritti civili, diritti dei lavoratori, mercato del lavoro
giovedì, 09 agosto 2007

Oggi, sono stata testimone di due fatti molto significati.

1) Da qualche settimana, sotto il mio portone c'è un ragazzo che chiede l'elemosina per mangiare ed ha un cartello in cui spiega che si è ridotto così per colpa del suo datore di lavoro che gli ha fatto mobbing.
Oggi, il cartello era diverso: chiedeva soldi per andare in Olanda dove, pare, abbia trovato lavoro come cameriere.
Il fatto che mi ha colpito è questo: si sono avvicinati due arabi che lavorano nella pizzeria lì vicino e gli hanno lasciato qualche moneta.

Questo dimostra che la povertà non è legata al colore di pelle, ma alla condizione di classe. Ma, allora, avevano ragione Marx e Lenin! OCCHETTO, D'ALEMA, VELTRONI, FASSINO perché li abbiamo messi in soffitta?

2) Nel rione vicino al mio, all'uscita dal bar dove, di solito, prendo il caffé, due giovanotti hanno salutato un signore in questo modo: "Che?? noi chiudemo solo la settimana de feragosto. Le ferie so roba pe' li vecchi!"
Li ho seguiti per vedere dove lavorano. E' bastato poco per verificare che lavorano nell'officina meccanica dietro l'angolo.

E bravo, il padroncino che non dà le ferie ai suoi dipendenti!
Però, che forza il cinismo romano dei due giovanotti!

postato da: Aradia3000 alle ore 16:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:diritti dei lavoratori, il pane e le rose estate