venerdì, 21 dicembre 2007

Il regalo di Natale di Mariella Nava a tutte le vittime del lavoro

Come ogni anno, di questi tempi, preparo una canzone inedita di Natale da regalare all'interno del mio sito internet. Quest'anno, però, voglio fare qualcosa di più.
Tra le mie canzoni nuove e in attesa di trovare il loro cielo e il loro posto nei miei lavori futuri, ne ho una che la mia etica mi impone di sfilare e di unire ad una giusta causa e di non usarla per nessun altro fine che non sia quello del sentire che me l'ha dettata non più di tre mesi fa.
Ho pensato di regalare una canzone intera, nuova, tra quelle che avevo pronte per i miei prossimi progetti discografici, sfilandola agli stessi, e consegnandola all’ANMIL, perché ne faccia un uso tutto suo, a sua libera discrezione, per qualsiasi iniziativa che sia a scopo benefico, per continuare a sensibilizzare ed essere vicini a quanti sono toccati dal problema degli incidenti sul lavoro.

"Stasera torno prima" è il suo titolo, e ritrae la storia dei tanti che si svegliano al mattino presto scendono dalla porta di casa, chiudendola senza far rumore, cercando di contenere il sudore e lo stento dell'esistere dei nostri giorni, in mezzo a speranze e rate di fine mese da pagare, e avviandosi verso un lavoro dai suoi grandi rischi, nella precarietà e nella insicurezza, condizioni che minano quotidianamente vite e destini, ponendoli in bilico, come su di una trave messa male, dell'impalcatura di un cantiere fuori regola, o di qualsiasi altra forma minacci irresponsabilmente l'incolumità fisica degli stessi lavoratori.

Gli eventi tragici di questi giorni mi chiedono da dentro e prepotentemente di metterla a disposizione per qualsiasi modalità di beneficenza, di solidarietà e di alta sensibilizzazione al problema che l’ANMIL riuscirà a trovare.
E' poco, lo so, anzi pochissimo, ma è il mio modo per far sentire quanto siamo vicini e confortare tutti coloro che ne sono già stati drammaticamente toccati e rischiano ancora, ogni giorno, di aggiungersi a questo raccapricciante bollettino di guerra.
E' il mio modo per dare ascolto a chi ci sta gridando di non essere dimenticato in mezzo a festeggiamenti e panettoni.

Mariella Nava

sabato, 02 giugno 2007

Diciamo qualcosa di sinistra

video

sabato, 02 giugno 2007

postato da: Aradia3000 alle ore 00:45 | Permalink | commenti (12)
categoria:video, diritti civili, il pane e le rose, mercato del lavoro
venerdì, 01 giugno 2007

Il New York Times denuncia la crescita dei tempi improduttivi negli uffici Usa: sulla media di 45 ore di lavoro, 16 sono inutili.
Molte aziende cambiano rotta: orari flessibili, conta il risultato

 leggi l'articolo

Ci sono arrivati pure gli americani che non brillano certo per il rispetto dei lavoratori!
In Italia, il concetto è totalmente impenetrabile alle menti dei nostri sopraffini datori di lavoro.

In ogni caso, permettetemi di aggiungere un'ulteriore causa di perdita di tempo: l'ascolto delle frustrazioni personali del capo! Quante volte, vi sarà venuta la voglia di dire "echissenefrega"?

------------------

Dalle prime pagine dei giornali di oggi
Ricerca choc del CNR, cocaina nell'aria di Roma

Ora mi spiego tante cose!!

postato da: Aradia3000 alle ore 12:15 | Permalink | commenti (5)
categoria:il pane e le rose, mercato del lavoro, battaglie per la civiltĂ 
martedì, 29 maggio 2007

Mentre, in Italia, il Governo non perde un'occasione per contraddire sé stesso (ah, come vorrei un governo unito e compatto, guidato da quella strana cosa che si chiama programma e rispetto al quale abbiamo dato il nosto consenso elettorale!!), il governo guidato da Zapatero consegue nuovi ed importanti risultati nel mercato del lavoro.

mmhm, che dite?! iniziamo a studiare lo spagnolo? magari, frequentando un corso super intensivo?

Dal corriere.it del 28 maggio 2007

Inversione di tendenza in Spagna: il lavoro indeterminato (+ 9,8% rispetto all'anno precedente) cresce più di quello precario (- 1,6% rispetto all'anno precedente) 
A fare un balzo in avanti sono state soprattutto le donne, con 428.600 posti di lavoro in più rispetto all’anno passato (+ 8,4%), 100.000 più degli uomini (+4,2%).

 Leggi l'articolo

mercoledì, 23 maggio 2007

Da un'indagine del Ministero del Lavoro, anticipata dal quotidiano Il Messaggero del 21 maggio 2007

"In provincia di Torino 3 donne al giorno rassegnano le dimissioni dopo la maternità"
"Se le lavoratrici fanno causa e vincono, si ritrovano a vivere una situazuione infernale, a subire vendette ed esclusioni. E così tante volte sono costrette ad accettare i soldi e a lasciare"
(Alida Valli, consigliera di parità della Regione Piemonte)

"Segretarie considerate bravissime e premiate, al ritorno dalla maternità vengono messse da parte e licenziate alla prima occasione con la scusa della riduzione del personale"
(Luisa Marilotti, consigliera di parità della Regione Sardegna)

"In Basilicata negli ultimi 5 anni è piu' che raddoppiato il numero delle donne che abbandonano il lavoro dopo esser diventate mamme"
(Raffaella Ferro, consigliera di parità della Regione Basilicata)

Che cosa hanno da dire, i politici che in questi ultimi tempi si riempiono la bocca con la retorica sulla famiglia?!

Per leggere l'articolo per intero, clicca qui

domenica, 06 maggio 2007

Sfogliando distrattamente E-polis Roma di oggi, un quotidiano distribuito gratuitamente, ho scoperto che il mio ex datore di lavoro ha fatto pubblicare una manchette (abbastanza grande), in cui ricerca collaboratrici e soci senza capitale per la gestione del progetto a cui lavoravamo tutte quelle noi.

Sto schiumando rabbia... Altre donne da sbattere al muro, molestare e mandar via (improvvisamente) senza stipendio?!

venerdì, 04 maggio 2007

Ieri, il mio avvocato ha parlato con il mio ex datore di lavoro. Incredibile, il tizio è risentito con me perché l'ho denunciato ai carabinieri.

E che dovevo fare? porgere l'altro braccio per essere sbattuta al muro di nuovo? oppure ringraziarlo per l'esperienza imprevista?

----------  ----------

Cerimonia d'inaugurazione "2007 Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti"

lunedì, 30 aprile 2007

Oggi pomeriggio ho parlato con l'avvocato. Siccome si tratta di un contratto a tempo determinato, il datore di lavoro non poteva interromperlo. Quindi, il licenziamento va impugnato perché ho diritto all'intera somma prevista dal mio contratto.
Parallelamente, andrà avanti anche la querela per lesioni personali.
Sarà lunga, ma non ho alcuna voglia di mollare...

Grazie a tutti i bloggers che mi sono venuti a trovare. Appena posso vi verrò a trovare ad uno ad uno. Per festeggiare insieme a voi il 1 maggio, ho pensato di inserire nel mio blog l'Inno dei Lavoratori. Qualcuno dice che è obsoleto. A me non sembra...

Ieri, concertone a Roma per 700mila
I sindacati criticano il conduttore
Andrea Rivera attacca il Vaticano: "La Chiesa non si è mai evoluta"
I segretari Cgil-Cisl-Uil: "Dichiarazioni molto stupide". "Frasi del tutto inopportune" (fonte: repubblica.it)

Scusatemi, Signori! E la libertà d'opinione, dov'è finita! Grazie Rivera, hai portato in piazza il mio pensiero

venerdì, 27 aprile 2007

Trauma cranico minore, escoriazioni all'avambraccio destro, stato ansioso reattivo.

E' questo il contenuto del mio referto medico, rilasciato dall'ospedale CTO di Roma. Che cosa mi è successo?
Sono stata sbattuta al muro da chi mi aveva commissionato la costruzione e la gestione di un sito web (contratto a tempo determinato dal 1 febbraio al 31 dicembre 2007).
Perché lo ha fatto? Ha detto che ha difficoltà economiche e, quindi, non poteva dar seguito al mio contratto. Mi sono permessa di chiedere una lettera motivata di interruzione del contratto. La risposta è stata quella che vi ho detto. In Italia, i contratti non si interrompono con una lettera motivata, ma sbattendo al muro il lavoratore.
Cosa ancora più grave, una mia collega che ha assistito al fatto e che ha chiamato la polizia (che non è venuta!) e l'autoambulanza, è stata licenziata. Per questo fatto mi sento pure in colpa.

Dopo l'ospedale, ho presentato denuncia ai carabinieri. Il giorno successivo con altre colleghe siamo andate alla CGIL per denunciare i licenziamenti immotivati (ce n'erano stati altri 2 a fine marzo), molestie sessuali (almeno queste mi sono state risparmiate!), mobbing e utilizzo di personale in prova non retribuito.
Al sindacato, ci hanno detto che potevano intervenire solo per impugnare i licenziamenti, mentre per tutto il resto non "erano interessati" (testuali parole). Ci siamo rimaste male. Ci siamo rimaste ancora più male, quando ci hanno detto che, per aprire la pratica, dovevamo versare 100 euro ognuna. Ma quanto c.... costa 'sta tessera? e che avrebbero preso il 10% sull'eventuale somma ottenuta dal datore di lavoro... Che schifo!

Lunedì, ho appuntamento con un mio amico avvocato. Devo presentare querela per lesioni personali contro questo cittadino modello ....

A proposito, se non ci sentiamo prima: BUON PRIMO MAGGIO

mercoledì, 07 marzo 2007

Voglio festeggiare l'8 marzo con questa sequenza d'immagini che, secondo me, ben rappresenta le nostre radici. Mi auguro che questo patrimonio d'idee e di valori trovi cittadinanza nel futuro Partito Democratico.
Bellissimo lo sguardo di complicità tra lei e lui. Tra Socialisti non c'è né competizione né lotta tra sessi, ma solidarietà! Si combatte insieme per un futuro migliore!!
sabato, 04 novembre 2006

Anche sottosegretari al corteo, imbarazzo nell'Unione
Amareggiato il ministro del lavoro Damiano

"La manifestazione è a favore del governo e non contro il governo". Così Massimo D'Alema in un'intervista al Messaggero di oggi. "E' una manifestazione contro il precariato. E io la condivido", aggiunge il vice premier. "Il precariato - dice ancora D'Alema - danneggia il futuro delle giovani generazioni. E questa non è una manifestazione avversa al ministro Damiano, che sta lavorando benissimo, ma contro il lavoro precario. Qual é il problema?". D'Alema non accetta quindi le polemiche di questi giorni per l'annunciata partecipazione di alcuni esponenti di governo al corteo che ha fatto parlare di divisione della maggioranza. "I giornali - afferma il ministro degli Esteri - non fanno che mettere zizzania. Anche quando è impossibile".

postato da: Aradia3000 alle ore 18:07 | Permalink | commenti (12)
categoria:diritti umani, il pane e le rose, mercato del lavoro
sabato, 04 novembre 2006

Arriveremo a Roma da ogni parte d'Italia. Dal Nordest e dal Sud. Da Conegliano Veneto, da Padova, dalle città lombarde, piemontesi e liguri. Da Bari, Caserta e Napoli. L'occasione è la manifestazione nazionale Stop Precarietà Ora, organizzata da associazioni, movimenti e porzioni di sindacato per chiedere l'abrogazione delle tre leggi simbolo della precarietà: la legge 30, la Bossi-Fini e la Riforma Moratti.

Al corteo che partirà alle 14 circa da Piazza della Repubblica, ci saremo tutti: i ragazzi e le ragazze che lavorano nei grandi centri commerciali, gli operatori dei call center, i ricercatori universitari, i lavoratori della "conoscenza" impiegati nelle aziende dei servizi avanzati, i programmatori informatici e i collaboratori free-lance dei giornali, così come i quarantenni impelagati nei contratti senza rinnovo certo: insomma tutti quelli che, e non siamo pochi, hanno un contratto di lavoro con una data di scadenza scritta sopra. Giovani e meno giovani che provano un crescente disagio per il troppo tempo passato a contatto quotidiano con la precarietà, con quella provvisorietà che pare sempre più accompagnata dall'attesa di un peggioramento e dalla speranza che, quando saremo anziani, ci sia ancora la Caritas per un piatto di minestra caldo.

Dopo un secolo, è ancora valido lo slogan “Vogliamo il pane, ma vogliamo anche le rose!”.
Vogliamo pane, cioè lavoro e stipendio, ma anche  rose, cioè dignità e rispetto. Perchè la dignità non si compra con il denaro ma si conquista anche rivendicando condizioni di lavoro migliori, esigendo rispetto e correttezza, assicurandosi la possibilità di un futuro.

postato da: Aradia3000 alle ore 09:46 | Permalink | commenti (9)
categoria:diritti umani, il pane e le rose, mercato del lavoro
venerdì, 15 settembre 2006

1912.
Nell’industria tessile di Lawrence, Massachussetts, scoppia uno sciopero durissimo e tragico che dura due mesi in conseguenza della decisione dell’azienda di ridurre i già magri salari, dopo che una legge dello Stato ha imposto una riduzione delle ore lavorative settimanali.
Sopra uno striscione delle operaie manifestanti si legge: “Vogliamo il pane, ma vogliamo anche le rose!”.
Vogliamo pane, cioè lavoro e salario, ma anche  rose, cioè diritti per l’infanzia,  tempo libero, dignità e rispetto. Perchè la dignità non si compra con il denaro ma si conquista anche rivendicando condizioni di lavoro migliori, esigendo rispetto e correttezza, assicurandosi la possibilità di un futuro.

E oggi?

A fronte delle innummerevoli conquiste, la partità effettiva sembra segnare il passo: a 60 anni dal voto alle donne, soltanto il 10% sono le donne elette in Parlamento; i “soffitti di vetro”  sono ancora lì, durissimi; la vita si è fatta più dura, tra precarizzazione del lavoro e nuovi oscurantismi, pane “a progetto” rose  ancora proibite, per le donne infertili, per le coppie di lesbiche, per le ragazze vittime della pressione che le vuole tutte letterine, disinibite sì, ma ancora un po’ oche come le loro nonne.

E allora, ecco perché questo blog si chiama  "Il pane e le rose ". 

Lo slogan è ancora valido. Credetemi! 

postato da: Aradia3000 alle ore 16:50 | Permalink | commenti (7)
categoria:il pane e le rose