Per combattere l'anoressia Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili, lancia un appello al mondo della moda: "Creiamo un'alleanza, lavoriamo insieme, per affrontare un fenomeno dilagante e che in Italia coinvolge due milioni di ragazze". Dopo l'intervento del governo spagnolo che ha vietato modelle anoressiche in passerella e messo al bando le taglie troppo piccole, come la 36 e la 38, anche l'Italia scende in campo e prende posizione su un dramma difficile da arginare. "Non voglio vietare nulla, le imposizioni non servono - precisa il ministro Melandri - e, non a caso, non ho nessuna intenzione di riprodurre in Italia l'iniziativa della Spagna che trovo eccessivamente statalista. La strada giusta è quella di chiedere la collaborazione degli stilisti e lavorare insieme a una iniziativa comune".
Nella lotta all'anoressia la moda ha un ruolo importante. Le ragazzine sono attentissime ai modelli femminili che vengono proposti nelle passerelle e più le modelle sono magre, più si esalta lo spirito di emulazione. "Attenzione, io non intendo demonizzare il mondo della moda - precisa il ministro - l'anoressia è una malattia con radici psico-somatiche, legate al rapporto con il proprio corpo, il cibo. Il problema è complesso. Ma le sfilate con modelle scheletriche non fanno che esaltare la magrezza e questo non va bene". L'obiettivo è quello di fare in modo che la passerella sia lo specchio delle taglie vere delle donne, senza più esagerazioni o corpi troppo ossuti.
Sono contenta che questo appello del ministro Melandri abbia trovato apprezzamento politico bipartisan e la disponibilità di molti grandi stilisti.
L'anoressia è una malattia con cause molto profonde (è anche detta "malattia dell'affetto"), però non dobbiamo far finta di non sapere che la pubblicità e la moda veicolano modelli femminili che esaltano la bellezza legata alla magrezza. E non ignoriamo anche il fatto che molte modelle diventano anoressiche per mantenere la taglia e, quindi, per continuare a lavorare.