Benazir Bhutto, simbolo della democrazia, della modernità, dell'emancipazione femminile e prima donna del mondo musulmano a dirigere un governo
categoria:diritti umani, modelli femminili, donne che ci credono
Benazir Bhutto, simbolo della democrazia, della modernità, dell'emancipazione femminile e prima donna del mondo musulmano a dirigere un governo
Un fenomeno sociale che non riguarda solo Hollywood: "Certe signore non sanno cosa farsene di uomini della loro età"
LONDRA – Se una volta erano gli uomini, soprattutto quelli in crisi di mezza età, a caccia di donne giovani e sbarazzine, adesso è arrivato il turno delle donne. Si chiamano "cougars" (coguari, puma) ed è il nickname riservato alle donne mature che cercano compagni molto più giovani di loro, a scopo non solo sessuale ma anche sentimentale. Il trend è emerso negli ultimi anni, con l'avanzamento sociale delle donne soprattutto nel mondo del lavoro, tanto che se ne sono occupati vari media, tra i quali il Daily Mail. Come ha dichiarato Amy Kean, un'esperta di relazioni affettive, in un'intervista alla CBS: "Da sempre le donne sono state valutate in base alla loro bellezza e giovinezza, mentre gli uomini venivano giudicati in base alla loro possibilità di provvedere per la famiglia. Oggi invece ci sono donne che hanno carriere fantastiche e sanno badare a loro stesse. Non hanno più bisogno di uomini come una volta" (segue).
Mai dire mai. Però, mi sentirei un po' a disagio!!
"La proprietaria mi ha urlato che non permette queste cose".
Il fatto è, di per sé, assurdo. Quello che dispiace è che l'atto incivile sia stato commesso da un donna. Quanta invidia sotto il cielo di Roma!!
ROMA — «Ho fatto appena in tempo a dirle che una cosa così assurda non mi era mai capitata, che nessuno prima mi aveva mai trattata in quel modo. Poi ho pagato il conto e sono andata via, indignata »: così Silvia Pepoli, giovane mamma di 32 anni, racconta la sua disavventura in un bar-sala da tè di Roma, nei pressi del mercato Trionfale, dov’era andata a fare la spesa con sua madre e il figlioletto di cinque mesi (segue)
Fonte: repubblica.it
Per combattere l'anoressia Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili, lancia un appello al mondo della moda: "Creiamo un'alleanza, lavoriamo insieme, per affrontare un fenomeno dilagante e che in Italia coinvolge due milioni di ragazze". Dopo l'intervento del governo spagnolo che ha vietato modelle anoressiche in passerella e messo al bando le taglie troppo piccole, come la 36 e la 38, anche l'Italia scende in campo e prende posizione su un dramma difficile da arginare. "Non voglio vietare nulla, le imposizioni non servono - precisa il ministro Melandri - e, non a caso, non ho nessuna intenzione di riprodurre in Italia l'iniziativa della Spagna che trovo eccessivamente statalista. La strada giusta è quella di chiedere la collaborazione degli stilisti e lavorare insieme a una iniziativa comune".
Nella lotta all'anoressia la moda ha un ruolo importante. Le ragazzine sono attentissime ai modelli femminili che vengono proposti nelle passerelle e più le modelle sono magre, più si esalta lo spirito di emulazione. "Attenzione, io non intendo demonizzare il mondo della moda - precisa il ministro - l'anoressia è una malattia con radici psico-somatiche, legate al rapporto con il proprio corpo, il cibo. Il problema è complesso. Ma le sfilate con modelle scheletriche non fanno che esaltare la magrezza e questo non va bene". L'obiettivo è quello di fare in modo che la passerella sia lo specchio delle taglie vere delle donne, senza più esagerazioni o corpi troppo ossuti.
Sono contenta che questo appello del ministro Melandri abbia trovato apprezzamento politico bipartisan e la disponibilità di molti grandi stilisti.
L'anoressia è una malattia con cause molto profonde (è anche detta "malattia dell'affetto"), però non dobbiamo far finta di non sapere che la pubblicità e la moda veicolano modelli femminili che esaltano la bellezza legata alla magrezza. E non ignoriamo anche il fatto che molte modelle diventano anoressiche per mantenere la taglia e, quindi, per continuare a lavorare.