mercoledì, 19 dicembre 2007

Nell'ultimo fine settimana sono state uccise 6 donne e 3 bambini.
Ieri sono morti 5 lavoratori a seguito di incidenti sul lavoro.
Oggi è morto il sesto operaio del rogo alla ThyssenKrupp.
La Spagna supera l'Italia per quanto riguarda il PIL.

Dopo le obiezioni del capo dello Stato che ha messo in evidenza la presenza di «riferimenti erronei» del testo, il decreto-sicurezza verrà lasciato decadere dal governo che però ne ripresenterà un altro per cercare di evitare il rientro in Italia dei clandestini espulsi.

L'ONU approva la risoluzione che chiede agli Stati membri una moratoria sulla pena di morte. Voto storico raggiunto grazie all'iniziativa dell'Italia.

Governo italiano:

  • 10 e lode in politica estera
  • gravemente insufficiente in economia e sui temi della sicurezza e degli infortuni sul lavoro
lunedì, 17 settembre 2007

Da repubblica.it, oggi apprendo che torna lo stile deciso delle donne in carriera e, quindi, ricompaiono tailleur pantaloni, giacche e tacchi spessi.
A fare da apripista a questo ritorno sono le signore che ricoprono cariche importanti nella politica e nell'economia.
Pare che, anche con questo look "solido" e formale, restino comunque affascinanti.

Ma perché per ricoprire una carica che implica la gestione del potere dobbiamo perdere un po' di frivolezza, sia pure nel vestire?

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categoria:politica delle donne
martedì, 29 maggio 2007

Mentre, in Italia, il Governo non perde un'occasione per contraddire sé stesso (ah, come vorrei un governo unito e compatto, guidato da quella strana cosa che si chiama programma e rispetto al quale abbiamo dato il nosto consenso elettorale!!), il governo guidato da Zapatero consegue nuovi ed importanti risultati nel mercato del lavoro.

mmhm, che dite?! iniziamo a studiare lo spagnolo? magari, frequentando un corso super intensivo?

Dal corriere.it del 28 maggio 2007

Inversione di tendenza in Spagna: il lavoro indeterminato (+ 9,8% rispetto all'anno precedente) cresce più di quello precario (- 1,6% rispetto all'anno precedente) 
A fare un balzo in avanti sono state soprattutto le donne, con 428.600 posti di lavoro in più rispetto all’anno passato (+ 8,4%), 100.000 più degli uomini (+4,2%).

 Leggi l'articolo

mercoledì, 23 maggio 2007

Da un'indagine del Ministero del Lavoro, anticipata dal quotidiano Il Messaggero del 21 maggio 2007

"In provincia di Torino 3 donne al giorno rassegnano le dimissioni dopo la maternità"
"Se le lavoratrici fanno causa e vincono, si ritrovano a vivere una situazuione infernale, a subire vendette ed esclusioni. E così tante volte sono costrette ad accettare i soldi e a lasciare"
(Alida Valli, consigliera di parità della Regione Piemonte)

"Segretarie considerate bravissime e premiate, al ritorno dalla maternità vengono messse da parte e licenziate alla prima occasione con la scusa della riduzione del personale"
(Luisa Marilotti, consigliera di parità della Regione Sardegna)

"In Basilicata negli ultimi 5 anni è piu' che raddoppiato il numero delle donne che abbandonano il lavoro dopo esser diventate mamme"
(Raffaella Ferro, consigliera di parità della Regione Basilicata)

Che cosa hanno da dire, i politici che in questi ultimi tempi si riempiono la bocca con la retorica sulla famiglia?!

Per leggere l'articolo per intero, clicca qui

domenica, 06 maggio 2007

Sfogliando distrattamente E-polis Roma di oggi, un quotidiano distribuito gratuitamente, ho scoperto che il mio ex datore di lavoro ha fatto pubblicare una manchette (abbastanza grande), in cui ricerca collaboratrici e soci senza capitale per la gestione del progetto a cui lavoravamo tutte quelle noi.

Sto schiumando rabbia... Altre donne da sbattere al muro, molestare e mandar via (improvvisamente) senza stipendio?!

venerdì, 04 maggio 2007

Ieri, il mio avvocato ha parlato con il mio ex datore di lavoro. Incredibile, il tizio è risentito con me perché l'ho denunciato ai carabinieri.

E che dovevo fare? porgere l'altro braccio per essere sbattuta al muro di nuovo? oppure ringraziarlo per l'esperienza imprevista?

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Cerimonia d'inaugurazione "2007 Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti"

lunedì, 30 aprile 2007

Oggi pomeriggio ho parlato con l'avvocato. Siccome si tratta di un contratto a tempo determinato, il datore di lavoro non poteva interromperlo. Quindi, il licenziamento va impugnato perché ho diritto all'intera somma prevista dal mio contratto.
Parallelamente, andrà avanti anche la querela per lesioni personali.
Sarà lunga, ma non ho alcuna voglia di mollare...

Grazie a tutti i bloggers che mi sono venuti a trovare. Appena posso vi verrò a trovare ad uno ad uno. Per festeggiare insieme a voi il 1 maggio, ho pensato di inserire nel mio blog l'Inno dei Lavoratori. Qualcuno dice che è obsoleto. A me non sembra...

Ieri, concertone a Roma per 700mila
I sindacati criticano il conduttore
Andrea Rivera attacca il Vaticano: "La Chiesa non si è mai evoluta"
I segretari Cgil-Cisl-Uil: "Dichiarazioni molto stupide". "Frasi del tutto inopportune" (fonte: repubblica.it)

Scusatemi, Signori! E la libertà d'opinione, dov'è finita! Grazie Rivera, hai portato in piazza il mio pensiero

venerdì, 27 aprile 2007

Trauma cranico minore, escoriazioni all'avambraccio destro, stato ansioso reattivo.

E' questo il contenuto del mio referto medico, rilasciato dall'ospedale CTO di Roma. Che cosa mi è successo?
Sono stata sbattuta al muro da chi mi aveva commissionato la costruzione e la gestione di un sito web (contratto a tempo determinato dal 1 febbraio al 31 dicembre 2007).
Perché lo ha fatto? Ha detto che ha difficoltà economiche e, quindi, non poteva dar seguito al mio contratto. Mi sono permessa di chiedere una lettera motivata di interruzione del contratto. La risposta è stata quella che vi ho detto. In Italia, i contratti non si interrompono con una lettera motivata, ma sbattendo al muro il lavoratore.
Cosa ancora più grave, una mia collega che ha assistito al fatto e che ha chiamato la polizia (che non è venuta!) e l'autoambulanza, è stata licenziata. Per questo fatto mi sento pure in colpa.

Dopo l'ospedale, ho presentato denuncia ai carabinieri. Il giorno successivo con altre colleghe siamo andate alla CGIL per denunciare i licenziamenti immotivati (ce n'erano stati altri 2 a fine marzo), molestie sessuali (almeno queste mi sono state risparmiate!), mobbing e utilizzo di personale in prova non retribuito.
Al sindacato, ci hanno detto che potevano intervenire solo per impugnare i licenziamenti, mentre per tutto il resto non "erano interessati" (testuali parole). Ci siamo rimaste male. Ci siamo rimaste ancora più male, quando ci hanno detto che, per aprire la pratica, dovevamo versare 100 euro ognuna. Ma quanto c.... costa 'sta tessera? e che avrebbero preso il 10% sull'eventuale somma ottenuta dal datore di lavoro... Che schifo!

Lunedì, ho appuntamento con un mio amico avvocato. Devo presentare querela per lesioni personali contro questo cittadino modello ....

A proposito, se non ci sentiamo prima: BUON PRIMO MAGGIO

mercoledì, 25 aprile 2007

25 aprile

I valori fondanti della

Repubblica italiana

martedì, 13 marzo 2007
Anche quest'anno, In Iran, il regime di Ahmadinejad e degli Ayatollah ha impedito alle donne di celebrare l'8 marzo con una manifestazione davanti alla piazza del parlamento. La polizia è intervenuta e ha cacciato le manifestanti con i soliti metodi brutali.
Le stesse donne erano scese in piazza, una settimana prima, per protestare contro l'arresto di cinque attiviste per i diritti delle donne. Erano in carcere perché avevano "attentato alla moralità islamica" chiedendo pari diritti. Infatti, le donne iraniane vogliono che le leggi più discriminatorie vengano abolite, che sia concesso loro il diritto al divorzio e quello alla custodia dei figli, che sia uguale l'età in cui si è punibili per legge (oggi è di 9 anni per le donne e di 15 per i uomini), che sia abolita la poligamia.
La loro campagna sta registrando un grande successo: non è lontano il traguardo del milione di firme. Il regime è nervoso e reagisce con il carcere e la brutalità della polizia. Ma è impossibile fermare le centinaia di donne che da mesi sono in giro, casa per casa, parlano con le altre donne, si recano nelle moschee, nei mercati, nei taxi, nelle scuole. E' un'onda grande quella che si sta alzando a Teheran. Un'onda che nasce da un dolore profondo e una rabbia immensa per una condizione ormai inaccettabile. Sarvi Chitsaz, attivista dell'Iranian Women Against Fundamentalism, ha riassunto questa condizione in cifre. Nell'ultimo anno almeno quattro donne sono state impiccate in pubblico e otto sono nel braccio della morte. Le donne costituiscono il 70% dei 12 milioni di persone che vivono in povertà assoluta. Il tasso di suicidi tra 15 e 19 anni è più alto fra le ragazze. Solo a Teheran, 4mila ragazze trascorrono la notte per strada. Si stima che ci siano almeno 300mila ragazze scappate di casa. Ogni mese circa 45 donne, di età compresa fra i 16 e i 25 anni vengono portate a Karachi, in PaKistan, per essere vendute come schiave.
Che aspetta la comunità internazionale a fare qualcosa per queste donne?
mercoledì, 07 marzo 2007

Voglio festeggiare l'8 marzo con questa sequenza d'immagini che, secondo me, ben rappresenta le nostre radici. Mi auguro che questo patrimonio d'idee e di valori trovi cittadinanza nel futuro Partito Democratico.
Bellissimo lo sguardo di complicità tra lei e lui. Tra Socialisti non c'è né competizione né lotta tra sessi, ma solidarietà! Si combatte insieme per un futuro migliore!!
venerdì, 26 gennaio 2007
Oggi e domani, le streghe che animano questo blog sono a Bologna per la Conferenza Nazionale delle Donne Ds
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categoria:politica delle donne
venerdì, 19 gennaio 2007

Siamo donne dirigenti dei Ds e sentiamo il dovere di offrire riflessioni e proposte in vista della Conferenza nazionale delle donne, di cui peraltro non abbiamo condiviso un percorso reso debole dalla assenza di un confronto democratico diffuso su politica, programmi e ipotesi organizzative. Il buon esito di tante conferenze regionali ha in parte posto rimedio alla carenza di una sintesi, tuttavia mancano pochi giorni alla Conferenza nazionale, e non c'è ancora una piattaforma politica.

A ridosso del Congresso, questo per noi disvela una crisi di funzione politica. Chi passerà il testimone e a chi?

Nel Pci, poi nel Pds e nei Ds, la politica femminile è sempre stata grande politica, giacimento di alte sfide morali e intellettuali, scandaglio della società italiana, del suo evolversi, delle sue contraddizioni e dei suoi passi in avanti. La grande contaminazione tra «emancipazione» e «femminismo» ha fatto raggiungere alle donne e a tutta la società italiana alti traguardi di modernità. La nostra è storia di conquiste dunque, di affermazione della cultura di genere, di autorevolezza faticosamente guadagnata nella società e nel mondo della politica.

Oggi guardiamo a noi stesse e alle altre donne come protagoniste di una nuova concezione della società. È l'Europa a raccontarci come lo sviluppo si produca soprattutto nei luoghi aperti alle differenze, in quelle comunità che hanno il coraggio di investire sulla piena realizzazione dei soggetti che le compongono, a partire da quelli diversi, per genere e orientamento sessuale.
Ecco perché noi riteniamo che la funzione politica delle Democratiche di sinistra si debba misurare con valori, culture, gerarchie sociali, rapporti di forza e che la Conferenza possa essere l'occasione, da non sprecare, per cominciare ad affrontare i nodi che riguardano una nostra innovazione di cultura politica a partire dalla risposta ad alcune domande:

1. La sintesi fra «emancipazionismo» e «cultura della differenza» è ancora l'orizzonte culturale di lungo periodo (come noi crediamo) o si fa avanti un tranquillo «assimilazionismo» che scansa da sé la contraddizione di sesso?

2. Sta cambiando la cultura patriarcale nel nostro paese?

3. Sul corpo delle donne si gioca ancora parte consistente della laicità. L'autodeterminazione (in ultima istanza) della donna sulla maternità, sulla propria sessualità, è compatibile con la controffensiva sui temi della vita, della sua indisponibilità ad ogni stadio?

4. Nella «mediazione politica» sempre più necessaria sui problemi «eticamente sensibili», l'autodeterminazione femminile entra o no nel comporre la proposta politica di sintesi? È un vincolo fecondo, perché riflette la vita e la libertà di milioni di cittadine, o è un fardello?

5. Il riconoscimento ai diffusi talenti femminili, d'obbligo ormai tra sociologi, politici,giornalisti d'ogni specie, come si concretizza, in un programma di breve-medio termine, per le donne e le ragazze italiane?

6. Stiamo diventando invisibili perché troppo «eguali»?

7. Il riequilibrio della rappresentanza nelle istituzioni avrà tempi «italici» o tempi «europei»?

8. L'Agenda delle donne nel futuro Partito Democratico, prospettiva che pure alcune di noi non condividono, sarà solo la mediazione tra il pensiero e la pratica del femminismo, della sinistra, del pensiero dei cattolici così come sono stati, o si potrà osare una ricerca culturale nuova?

9. Ha senso parlare delle donne come «soggetto politico nella società degli individui»? Se sì, come noi ancora pensiamo, il problema va assolutamente tematizzato. Il soggetto politico nasce dalla selezione della funzione, da una vasta riflessione sulla crisi e sulla forma della politica.

10. Basta la leva del governo per riformare la società italiana o anche per le donne non si pone il problema di come si organizzano le soggettività interessate al cambiamento? Di come si riforma la politica e le sue sedi di partecipazione?

Vogliamo ringraziare il Presidente Giorgio Napolitano, per avere così efficacemente esemplificato squarci di vita femminile nel suo discorso di fine anno. Non ci sono - per noi donne - «terre di mezzo». O si fa «grande politica» o non si fa nulla.

Temiamo tuttavia, e vorremmo combatterla, il profilarsi di una crisi irreparabile di funzione della politica. Nel decomporsi della classica forma-partito e delle modalità di partecipazione e rappresentanza ad essa connessa, la politica di genere per il governo del Paese ha bisogno di una nuova «Carta delle donne», di un nuovo patto con le donne italiane e di leadership adeguate. O semplicemente non sarà. Per questo preferiamo pensare, per le nostre difficoltà attuali, ad una crisi di crescita.

Katia Zanotti, Paola Concia, Cecilia D'Elia, Annamaria Carloni, Franca Chiaromonte, Fulvia Bandoli

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